Su questo film, Assassinio sull’Orient Expressmolto è già stato detto, per cui forse non vale la pena sottolineare come la genialità non stia nella trama dell’opera, ma nella capacità di riproporre un classico celeberrimo in veste nuova, pur senza tradire lo spirito originario della storia.

Il nuovo film non solo ha saputo presentare ancora una volta il mistero, ormai da tempo risolto dal geniale Hercule Poirot, mantenendo il fascino e la suspense che gli spettatori di tutto il mondo avevano già provato con la prima versione cinematografica dell’opera. È andato oltre, recuperando aspetti del romanzo di Agatha Christie che una lettura troppo superficiale della storia avrebbe facilmente potuto trascurare. E si tratta proprio di quegli elementi, apparentemente marginali, che hanno fatto del romanzo un grande successo a livello internazionale.

I fan del classico “giallo all’inglese”, e di Agatha Christie in particolare, lo sanno bene: la trama intrigante, il delitto apparentemente irrisolvibile non sarebbero sufficienti a rendere il romanzo una grande opera da leggere e rileggere ogni volta con emozione nuova.

Uno degli ingredienti più gustosi alla base di questo genere letterario è dato dalla minuziosa rappresentazione del variegato spaccato sociale dell’epoca. Christie analizza con occhio critico e un sapiente uso dell’ironia tutte le manie e i vizi delle diverse classi sociali cui i suoi personaggi appartengono. Non mancano i commenti sulle più strambe tradizioni dei diversi paesi (americani, greci e naturalmente non potevano mancare frecciatine rivolte agli italiani). Gli stessi inglesi, con la loro ferma convinzione di essere un popolo superiore, sono i primi a essere derisi.

Perfino Poirot non si salva dall’implacabile analisi dell’autrice, che ne mette ben in evidenza il lato più comico: la cura maniacale per i suoi baffetti, la sua intransigenza in cucina e il suo aspetto buffo in generale.

Assassinio sull’Orient Express è una di quelle letture che ti spingono a porti domande e, fra i tanti quesiti che potrebbero attraversare la mente del lettore, non può non mancare il classico “da dove avrà mai preso ispirazione l’autrice?”.

In effetti questa è una delle domande più comuni quando si parla di grandi classici, che, seppur scritti in un più o meno lontano passato, continuano ad affascinare i lettori di ogni epoca e i loro messaggi rimangono forti e attuali. Da quali esperienze, dunque, nascono questi capolavori?

Non sapremo mai cosa stava dentro la testa di Agatha Christie, o di qualsiasi altro grande autore del passato. Tuttavia, possiamo citare alcuni episodi storici che sicuramente hanno esercitato una qualche influenza sulla composizione del romanzo.

Iniziamo con l’agghiacciante rapimento e omicidio della piccola Daisy Armstrong. Simili delitti, purtroppo, non riguardano soltanto il mondo della letteratura. Nel 1932, prima che Christie iniziasse a scrivere Assassinio sull’Orient Express, il giovanissimo Charles Lindbergh (di appena venti mesi!) venne rapito e ritrovato morto, mesi dopo, a poca distanza da casa. Anche in questo caso, proprio come nel romanzo di Agatha Christie, i sospetti ricaddero su una domestica, Violet Sharp, che avrebbe potuto organizzare il rapimento agendo dall’interno della casa dei Lindbergh. Messa sotto pressione dalla polizia, la donna si suicidò e solo dopo la sua morte il suo alibi venne considerato veritiero: non poteva essere lei la colpevole.

Non bisogna poi dimenticare che la stessa Christie viaggiò varie volte a bordo dell’Orient Express. Il suo primo viaggio ebbe luogo nel 1928. Nulla di particolarmente eclatante, nessun cadavere nascosto nelle cabine dei passeggeri… Ma solo pochi mesi dopo, nel febbraio 1929, l’Orient Express si ritrovò nel bel mezzo di una tempesta che lo costrinse a rimanere bloccato per giorni nei pressi di Cherkeskoy, in Turchia.

Sebbene la scrittrice non avesse vissuto personalmente questa disavventura, di sicuro ne sentì parlare e, anni dopo, nel 1931, durante un altro viaggio sull’Orient Express, affrontò una simile esperienza.

Il treno su cui si trovava Christie, di ritorno da una visita al marito presso uno scavo archeologico a Ninive, rimase bloccato per un giorno intero a causa di una violenta pioggia, che provocò l’allagamento di alcuni tratti delle rotaie. In quell’occasione la scrittrice fece la conoscenza degli altri passeggeri a bordo del treno, individui che, secondo quanto lei stessa affermò, esercitarono una forte influenza sulla creazione dei personaggi di Assassinio sull’Orient Express.

Concludiamo sottolineando come i lettori italiani debbano considerarsi particolarmente fortunati per aver avuto la possibilità di conoscere questo capolavoro di Agatha Christie. In passato, infatti, non è sempre stato così. Durante il periodo fascista Assassinio sull’Orient Express riuscì a raggiungere il pubblico italiano… ma sotto una veste estremamente lontana dall’originale romanzo della scrittrice britannica! Questo perché negli anni della dittatura fascista numerose opere di autori anglosassoni furono pubblicate attraverso traduzioni poco attendibili, caratterizzate da pesanti rimaneggiamenti, con grandi perdite dal punto di vista estetico.

Alla base di simili scelte vi erano direttive politiche ben precise, che miravano a curare l’opera dal punto di vista “moralistico”. Vennero quindi censurati tutti i riferimenti al suicidio e al sesso e ovviamente furono brutalmente escluse dalla storia tutte le affermazioni ritenute offensive per la reputazione del popolo italiano.

Due personaggi che nel romanzo originale erano italoamericani (il rappresentante di automobili Antonio Foscarelli e lo spietato criminale Cassetti) subirono una radicale trasformazione, diventando nelle prime edizioni italiane dell’opera rispettivamente un inglese, ribattezzato “O’Hara”, e un brasiliano, con il nuovo cognome di Pereira.

Solo nel 1987 venne infine introdotta anche in Italia una traduzione integrale, fedele al testo originale, di Assassinio sull’Orient Express.

Questa, invece, la scheda del film:

Sinossi

Quello che è iniziato come un viaggio di lusso in treno attraverso l’Europa diventa improvvisamente uno dei più eleganti, ricchi di tensione ed emozionanti misteri mai narrati. Dal romanzo dell’autrice di best-seller Agatha Christie, "Assassinio sull’Orient Express" racconta la storia di tredici estranei bloccati su un treno, dove ciascuno di loro è un sospettato. Un uomo dovrà combattere contro il tempo per risolvere l’enigma prima che l’assassino colpisca ancora.