Un messaggio dagli spiriti di Agatha Christie, Mondadori 2017.

Ogni tanto devo ritornare dalla mia Agatha, anche se letta e riletta.

“Neve, neve e ancora neve dappertutto. E’ il consueto bollettino meteo di un Natale nel Dartmur. Così nel villaggio di Sittaford, appollaiato su un crinale nella brughiera, isolato dal resto del mondo, ci si organizza per passare il tempo in qualche modo.” Siamo nella casa del ricco capitano Trevelyan, affittata alla signora sudafricana Willett e a sua figlia Violet, venute qui per trascorrervi l’inverno. E qui arrivano pure gli invitati: il maggiore Burnaby, il signor Garfield, il signor Duke e il signor Rycroft.

Per passare il tempo una seduta spiritica durante la quale gli spiriti annunciano una realtà tremenda: il capitano Trevelyan, che si è trasferito a Exhampton, è morto assassinato, proprio in quel momento. Panico generale. L’unico che prende la decisione di andare a verificare la sconvolgente notizia è il maggiore Burnaby. In casa dello stesso, ovvero nello studio, trova il capitano con il cranio sfondato.

E qui entra in scena il commissario Narracott. Facile per lui identificare l’assassino nel nipote James, erede della vittima, che ha come movente il denaro. Ma non per Emily, la fidanzata dell’accusato, bellissima figura di ragazza forte ed energica (in seguito lo stesso ispettore ne apprezzerà “l’ardore, il coraggio e la determinazione”), tutta tesa a scoprire la verità. Con l’aiuto del giornalista Charles Enderby  che da questa storia potrebbe ricavare un bel vantaggio per la sua carriera. Praticamente due indagini parallele.

Sospetti, sospetti e sospetti che aumentano con il passare del tempo. Ora l’uno, ora l’altro dei personaggi (ce ne sono ancora) potrebbe essere l’assassino. Anche Narracott, metodico e preciso, ha qualche dubbio. Le prove sulla colpevolezza di James esistono ma “Non sono completamente soddisfatto di questa storia” dichiara al suo superiore. E poi la faccenda della seduta spiritica: qualcosa di soprannaturale, difficile a crederci, o qualcuno dei partecipanti sapeva che Trevelyan sarebbe stato ucciso proprio in quel momento da un complice? Dubbi perfino sulla signora Willett e sua figlia: perché sono volute venire in un posto così freddo? Sono davvero quello che dichiarano di essere?…

Altri assilli, altri piccoli colpi di scena dentro la cornice di un paesaggio da brivido sotto la neve, un detenuto che fugge nella notte, un paio di scarponi che non si trovano. E la “luce” che si accende all’improvviso. Non manca il lato romantico della vicenda con il giornalista che si innamora di Emily (come andrà a finire?). Grande abilità di tessitura nel dialogo (ne assisteremo ben a quattro  tra diverse persone nello stesso momento), soluzione certo non eccelsa ma senza intaccare la qualità del libro.

Ogni tanto devo ritornare dalla mia Agatha, anche se letta e riletta.

Per I racconti del giallo, Metropolitana di Lidia Del Gaudio.

Uno strangolatore di ragazze straniere. Le strangola con un laccio di cuoio e poi cuce loro gli occhi. Bella gatta da pelare per il commissario Giancarlo Oppini che suda come una fontana. Storia cruda di dolore con un passato terribile.