La mini-serie Guardia e Ladri raccoglie tre avventure dello strampalato  Commissariato Serpentara P.S. inventato dagli autori Luigi Calcerano e Giuseppe Fiori.

Si parte questa settimana col primo dei tre racconti lunghi che lo compongono e  che porta il titolo Colpevole per forza.

La storia è davvero intrigante e molto divertente. In un quartiere periferico di Roma spunta, in pieno agosto, il Commissariato Serpentara P.S. A ben guardare qualcosa di fasullo c’è in quel vecchio villino, trasformato dalla sera alla mattina in ufficio di pubblica sicurezza: le cinque guardie che si aggirano al suo interno, in realtà, sono cinque ladri. E il gioco ha inizio, un gioco il cui premio finale è il tesoro di una banca sospetta, situata proprio in quel quartiere. Ma i ladri, tre uomini e due ragazzi, non possono sottrarsi, nei panni di guardie, dallo svolgere un’anomala indagine sulla strana morte di un usuraio. È la vita quotidiana di Serpentara P.S. che sembra prendere il sopravvento sull’originaria impresa criminosa.

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La seconda avventura di questo strampalato commissariato di P.S. sarà disponibile la prossima settimana, mentre quella successiva la mini-serie si concluderà con il terzo e ultimo titolo. Rimanete su queste pagine nei prossimi giorni per saperne di più.

Ricordiamo che di questi due autori abbiamo potuto apprezzare il romanzo aprocrifo Sherlock Holmes a Roma, uscito come volume 81 di Sherlockiana e anche in edizione cartacea nella collana Convoy sempre di Delos Digital.  

Gli autori 

Luigi Calcerano e Giuseppe Fiori, scrittori in proprio, da tempo firmano insieme saggistica e narrativa poliziesca, svolgendo un’ideale detection sui tanti generi che il giallo ha prodotto nel suo secolo e mezzo di vita. I loro ultimi lavori sono: Ladri e guardie (Editori Riuniti, 2007), Un delitto elementare (Sovera 2008), Teoria e pratica del giallo (Edizioni Conoscenza, 2009) e l’ebook Clandestini (ilpepeverde.it, 2014). Luigi Calcerano scrive anche di fantascienza, con Loredana Marano ha pubblicato Lultima Eneide (Bonaccorso, 2014).

Giuseppe Fiori, nel suo ultimo lavoro La conversazione sparita (Manni, 2013), tesse un sottile elogio della conversazione nel secondo dopoguerra.