Quarantaduesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo agosto in edicola: Sudestremista asiatico (Les sorciers du Tage, 1975) del compianto Gérard de Villiers.

Per sapere TUTTO della vita editoriale italiana del personaggio, si rimanda agli Archivi di Uruk.

La trama

A Singapore ci vuole fegato per sfidare i poteri forti a caccia di verità scomode. Il giornalista Tan Ubin di fegato ne ha da vendere. Ecco perché non si lascia sfuggire l’occasione quando un informatore gli rivela che un discusso uomo d’affari, Tong Lim, sta per avere un incontro riservato molto importante. Lo segue in auto fuori città, fino a un viottolo che si inoltra nella giungla. È buio. Due macchine parcheggiate lungo un muro di cinta, nessuno in vista. C’è una porta, ma è chiusa. Scavalcare il muro pare l’unica soluzione per saperne di più. Pessima idea, per uno più adatto a scrivere articoli che a giocare all’agente segreto, ma ormai è fatta. Luci accese alle finestre di un edificio. Di sicuro il suo obiettivo è là dentro. Poi dall’ombra qualcuno lo afferra, lo trascina, lo butta oltre un muretto. In preda al terrore Tan Ubin piomba su una superficie dura, scagliosa. E quando, sul fondo della fossa, ogni cosa intorno a lui prende vita all’improvviso, è chiaro che la verità su Tong Lim non la scoprirà mai. Questo è un compito che toccherà a Malko Linge per conto della CIA. E il Principe delle Spie non ha certo in programma di fare una fine così atroce.

L’incipit

Una raffica di vento fece tremare i vetri della redazione della “Far Eastern Economical Review”. Tan Ubin alzò il naso dalla macchina per scrivere. Le grosse nubi di un monsone sul finire arrivavano da sud e nascondevano la costa indonesiana. In meno di un’ora, Singapore sarebbe stata inondata da fiotti di acqua tiepida. All’altra estremità del lunghissimo ufficio, un telefono cominciò a squillare, e una grassa segretaria in sari rispose immediatamente.

— Tan, è per te – gridò. – Hong Wu.

— Passamelo – disse il giornalista.

I suoi occhiali di tartaruga, i capelli nerissimi lustri di brillantina e i baffi sottili facevano strage fra le segretarie dell’Hanson Building. Lo sguardo acuto e l’espressione vivace contrastavano con l’aspetto quasi troppo saggio. Tan Ubin era uno dei rari giornalisti che cercavano ancora di esercitare decentemente il loro mestiere sotto la cappa repressiva dell’Ordine Nuovo del primo ministro Lee Kuan Yew.

Per parlare, attese che la grassa segretaria avesse posato la cornetta. C’era una sola linea nell’ufficio situato al dodicesimo piano dell’Hanson Building, un grattacielo nuovo vicino a Shanton Way, la Wall Street di Singapore. Per cinquecento metri era tutta un’infilata di grattacieli nuovi fiammanti, alcuni dei quali nemmeno terminati, che ospitavano praticamente tutte le banche del mondo. Orgoglioso simbolo della ricchezza del minuscolo Stato sorto da appena dieci anni.

L'autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

Info:

Sudestremista asiatico di Gérard de Villiers (Segretissimo SAS n. 42), 182 pagine, euro 5,90 – Traduzione di Bruno Just Lazzari