Il sottosuolo di Praga di Marco Scarlatti, Mondadori 2026.
Siamo nella Praga nevosa dell’impero asburgico. Qualcuno scivola tra i cunicoli del ghetto verso la casa con l’insegna del Cervo Alato, quella del più ricco ebreo Mordechai Weiss, portando un sacco contenente un maiale insanguinato. E dentro alla sua bocca qualcosa di veramente abominevole…Un atto di odio contro gli ebrei o qualcosa di personale contro la famiglia Weiss?
Qualche giorno più tardi vicino alla casa di Faust viene ritrovato disteso sulla neve il corpo di un uomo pieno di tagli, di amputazioni e con il collo mozzato. Trattasi di Martin Von Bering, imprenditore tedesco conosciuto al ginnasio dal nostro Franz Kafka che si ritroverà al centro della scena. Una scena davvero terrificante perché si aggiungeranno altri due brutali omicidi. Quello di Oscar Havliček ridotto in poltiglia in una via della città vecchia e quello dell’imprenditore tedesco Arthur Rumford, praticamente “una massa vermiglia, un grumo di carne sanguinolento.” Che cosa può legare questi tre omicidi e il sacco abominevole lasciato alla famiglia Weiss?…
Franz Kafka, che di giorno lavora come assicuratore e di notte scrive, ha però la passione per Sherlock Holmes e quindi inizia ad indagare e prendere appunti su un quaderno. Sembra che ci sia di mezzo una figura gigantesca che ricorda il Golem già incontrata da un giornalista e da uno scrittore. E non è finita qui perché la incontrerà addirittura lo stesso Kafka durante una delle sue passeggiate notturne, praticamente “una creatura alta più di due metri” che lo segue! Allora si toglie la bombetta e incomincia a correre sulla neve fino alla sua casa.
Si ritroverà spesso con l’amico Max Brod a girare per il ghetto tra locali fumosi, a discutere e soppesare le varie nuove informazioni in un momento storico particolare dove si scontrano due opposte convinzioni ebraiche: il sionismo con la creazione di uno stato ebraico in Palestina e il diasporismo, la separazione, la dispersione di chi, invece, vuole vivere in costante esilio.
Personaggio, il nostro Kafka, assai complesso visto nei suoi molteplici aspetti “L’educazione familiare, l’insonnia, l’insofferenza per il lavoro alle Assicurazioni, la continua frustrazione per la scrittura, il terrore del matrimonio, il rapporto con il padre: erano tutti elementi che contribuivano a bloccare la forza creatrice.” Ma verrà in qualche modo “scosso” dalla bellezza di Ester, moglie di Mordechai.
Per capire meglio l’ingranaggio della storia bisogna però scendere nel sottosuolo di Praga. E Kafka ci scende con Max. Ora qualcosa si accende…
Ecco quello che ci racconta l’autore Marco Scarlatti vincitore del premio Tedeschi 2026 “Avevo in mente da molto tempo di scrivere un romanzo su Praga. Volevo raccontare una storia di scrittori, per l’esattezza di amici scrittori. Ma anche di locali fumosi, di creature di sabbia che si aggirano di notte lungo un fiume, della luce dei lampioni sulla neve, dell’antico cimitero ebraico e delle ruote dei carri sul selciato. E poi di Franz Kafka: lo scrittore che più di tutti mi ha insegnato quanto i geni possano essere inconsapevoli della loro grandezza. Siccome volevo che fosse un giallo, mi sono chiesto: possibile che nei suoi scritti non ci sia alcun riferimento a un fatto di sangue, anche passato sotto allegoria? Ho cercato e cercato, e alla fine qualcosa ho trovato. Per capire dove, e cosa, è però necessario arrivare in fondo al Sottosuolo. Aggiungo che, nei Diari, c’è un appunto del 1912 nel quale Kafka fa riferimento a Sherlock Holmes e al suo metodo investigativo. Sono partito da lì. Poi, insieme ai personaggi che di volta in volta venivano ad affollare le pagine e le strade di Praga, ho costruito il resto. Ed è stato, almeno per me, un belcostruire.” Personale giudizio. Confermo, davvero una bella costruzione.
Buona lettura.







