Il 107° anno non è di solito materia di commemorazione, ma vale la pena spendere due parole per ricordare quell’8 settembre del 1906 in cui nacque uno dei più celebri cloni di Sherlock Holmes, per mano di un autore troppo poco conosciuto in Italia.

      

Una biografia veloce vede John Heath Futrell nascere nel 1875 in Georgia da padre maestro di scuola. Divenuto ben presto giornalista, sposata Lilly May Peel nel 1895 e preso il nome d’arte letterario francesizzante di Jacques Futrelle, insieme alla moglie va a vivere a New York ed ha come vicina di casa Edith Wharton. Di giornale in giornale, dopo la nascita dei figli Jacques va a lavorare in Massachusests per il “Boston American”, dove al giornalismo alterna una strana passione che sente crescergli dentro: scrivere fiction.

L’8 settembre 1906 il settimanale “The Saturday Evening Post” pubblica la prima delle cinque puntate che costituiscono il racconto The Chase of the Golden Plate, che viene completato nel numero del 6 ottobre della rivista: i lettori fanno così la conoscenza con un grande emulo di Sherlock Holmes: il professor Augustus Van Dusen, chiamato la Macchina Pensante per le sue sterminate doti intellettive.

Non passa neanche un mese, e il 30 ottobre appare sul “Boston American” il racconto The Mystery of Cell 13, pronto a diventare una delle cento migliori storie mystery mai pubblicate, secondo molti recensori. Mentre nel precedente titolo Van Dusen appare solo nella parte finale, in questo nuovo caso è il protagonista assoluto: Futrelle ha capito che il pubblico già ama quel tronfio professorone parodia di Holmes!

Dopo un’altra comparsata sul “The Saturday Evening Post” il 17 novembre, con il racconto The Haunted Bell, con l’inizio del 1907 Futrelle comincia a narrare le avventure del suo personaggio sulle pagine del “The Sunday Magazine”, ma dopo pochi racconti... Van Dusen scompare. Dopo The Vanishing Man (mai titolo fu più profetico!), pubblicato sulla rivista l’11 agosto 1907, la Macchina Pensante sembra scomparire, semplicemente perché il suo autore si dedica ad altri personaggi e anche altri temi. (Pare abbia scritto anche un romanzo d’amore, ma la grande scarsità di informazioni attendibili rende arduo stabilirlo.)

Il 15 aprile 1912 il ben tristemente noto affondamento del Titanic trascina nelle buie acque dell’oceano atlantico Jacques Futrelle e la sua creatura... che però gli sopravvive. Il 1° agosto 1912 il quindicinale “The Popular Magazine” pubblica un racconto inedito di Futrelle: The Tragedy of the Life Raft. Quanto umorismo macabro ci vuole a scegliere di presentare “La tragedia della scialuppa di salvataggio” a soli quattro mesi dalla scomparsa in mare dell’autore? E possibile che questi titoli siano così precisi? Van Dusen scompare con il racconto “L’uomo scomparso” e riappare dopo un naufragio con la “Scialuppa di salvataggio”... Siamo sicuri che Futrelle non si sia divertito a tirare un bello scherzo ai suoi lettori, e abbia solo fatto finta di morire? (In mancanza del suo cadavere, non è un’ipotesi peregrina.)

Rimanendo comunque alla tesi ufficiale, che cioè si sono trovati fra le carte di Futrelle dei racconti inediti, grazie probabilmente alla moglie May scampata alla tragedia, fino al 15 settembre 1912 la rivista pubblica cinque storie con Van Dusen, tutte precedute dalla dicitura The Thinking Machine.

       

In Italia le storie di Futrelle sono uscite in modo abbastanza confusionario.

Di sicuro è arrivato nel nostro Paese grazie alla notizia della sua scomparsa sul Titanic, perché curiosamente proprio nell’ottobre di quel 1912 appare in Italia Il re dei diamanti di Giacomo Futrelle: la storica collana dei “Romanzi del Corriere della Sera” presenta quel The King of Diamonds uscito in quattro puntate - dal 19 dicembre 1908 al 9 gennaio 1909 - sul “The Saturday Evening Post” e raccolto quell’anno in volume con il titolo The Diamond Master. Verrà ristampato nel 1938 nei “Gialli Economici Mondadori” (n. 120) e nel 1995, con la traduzione di Mariella Casella, come Il signore dei diamanti per “Il Giallo Economico Classico” (n. 125) della Newton Compton.

Altra opera di Futrelle senza Van Dusen ristampata nel nostro Paese è il romanzo postumo My Lady’s Garter, apparso a puntate sul “The Saturday Evening Post” fra il giugno e l’agosto del 1912, mentre il cadavere di Futrelle ancora galleggiava nell’Atlantico! Arriva da noi nel 1940 come La giarrettiera nei “Gialli Economici Mondadori” (n. 160) e vede ristampe decennali: 1950, “Gialli Economici Mondadori” (n. 27); 1961, “I Capolavori dei Gialli Mondadori” (n. 165), finché nel 1996 entra nel catalogo Newton Compton come Il mistero della giarrettiera, “Il Giallo Economico Classico” (n. 109). Nel 2007 viene ristampato con quest’ultimo titolo nella collana “I Fiori del Giallo” della DeAgostini.