Una rivelazione sconcertante, è stato scritto. A circa diciassette anni dall'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia il 1° novembre 2007, sembra emergere un nuovo elemento potenzialmente idoneo a riscrivere la dinamica dei fatti.

L'ex magistrato allora incaricato di coordinare le indagini, Giuliano Mignini, ha reso nota l'esistenza di un nuovo testimone, da lui ritenuto attendibile. Dalle cui dichiarazioni emergerebbe che, nella casa in cui il delitto si è consumato, potrebbe essere stato presente – oltre a Rudy Guede, unico condannato in via definitiva per l'omicidio – anche un altro soggetto, mai preso in considerazione dagli investigatori.

Un soggetto, riferisce Mignini in una intervista rilasciata a Vanity Fair, segnalato in Procura solo alcuni mesi fa e su cui sarebbero in corso i necessari accertamenti.

"Premetto che si tratta di una persona che non conoscevo", dice Mignini a proposito del nuovo testimone. "Mi ha contattato che ero già in pensione da un po'. Mi ha detto che aveva delle notizie importanti a proposito del delitto. Mi ha raccontato tutto quello che sapeva e io ho riportato tutto alla Procura. Non posso dire di più."

"Se avessi saputo per tempo quello che mi è stato riferito, avrei fatto delle indagini", ha aggiunto l'ex magistrato. "Purtroppo, non è stato così. Io mi sono limitato a fare da veicolo, poiché le cose che mi sono state dette sono per me importanti."

Cosa avrebbe dunque rivelato il presunto testimone? "Mi ha riferito un nome e io l'ho riferito a chi di dovere. Si tratta di una persona che dopo l'omicidio fuggì da Perugia." Allo stato, non è ovviamente possibile aggiungere altro.