Nel cuore di una Roma oscura e corrotta, Leo Malinverno, audace giornalista investigativo, è pronto a sfidare di nuovo l’abisso. Il Tatuatore è tornato. Sfuggito alla giustizia, questa volta non esita e non sbaglia mira: un attacco brutale riduce Malinverno in fin di vita.

Ma il male non attende. Mentre il giornalista lotta per rimettersi in piedi, un nuovo orrore squarcia la Capitale: la decapitazione del celebre scrittore Petronio Grigo, maestro dei bestseller e divo mediatico, ma anche burattinaio invisibile di intrighi malavitosi. E non è che l’inizio: una catena di omicidi si dipana, rivelando ipocrisie letali, invidie, violenze e inganni sepolti nei mutevoli nascondigli dell’animo umano, dove il confine tra vittima e carnefice si dissolve.

Tra dolori lancinanti, ferite dell’anima, nostalgie che divorano e assenze che urlano, Malinverno dovrà fronteggiare anche i demoni del suo ambiente: slealtà professionali e rivalità con giovani colleghi affamati di scoop. Riuscirà a riaccendere il fuoco interiore per smascherare la rete di corruzione in cui rischia di smarrirsi?

Mariano, il romanzo si apre con un evento traumatico che lascia Malinverno in fin di vita. Perché?

Eh, non saprei. A livello narratologico mi sembrava un bell’incipit. Ma quando scrivo, e sono nell’incanto come direbbe Pupi Avati, la trama e i personaggi procedono come e dove vogliono. Attingo a una parte profondissima di me sulla quale non ho tanto controllo. È una lunga marcia di attraversamento per raggiungere il mio nucleo e consentirgli di esprimersi. Dargli l’handicap della seminfermità fisica mi sembrava giusto, forse un po’ per riportarlo con i piedi per terra. Per rendergli la vita meno facile, per mantenerlo umano e metterlo al cospetto delle proprie fragilità. Per un uomo, più che per una donna, è importante misurarsi con l’emotività e le insufficienze. I supereroi lasciamoli ai fumetti. 

Petronio Grigo è uno scrittore celebre ma moralmente ambiguo. Come l’hai creato? Qualcuno ti ha ispirato?

Tutti mi ispirano, io sono un ladro matricolato. Un vampiro di umanità. Rubo gesti, situazioni, sensazioni, parole, vezzi e tic linguistici. Siamo pieni di scrittori, o dovrei dire scriventi, che pubblicano libri ma nella vita fanno tutt’altro. I libri sono un mero incidente nelle loro vite. Con la complicità di editori affamati di introiti, tutti o quasi possono dirsi scrittori. Io ho semplicemente portato il fenomeno alle estreme conseguenze, immaginando uno scrittore con le mani in pasta in attività criminoso, a partire dalle sale da gioco.

I personaggi sono mossi da ambizione, avidità, rancore e desiderio di potere. Qual è, per te, il male peggiore e più distruttivo?

Ognuno di noi, anche inconsapevolmente può fare male, la differenza sta nella volontà di fare male. Non esiste solo l’omicidio, ma tanti piccoli crimini quotidiani compiuti da persone malevole che avvelenano gli altri lentamente. Un tradimento o più tradimenti, il tradimento che diventa sistemico, possono ad esempio uccidere in modo più feroce che una pistola o un pugnale. È la morte in vita. Non si sente più niente, ma si è costretti ad andare avanti. Non a caso, Alighieri mette i traditori di chi si fida nel Cocito, il lago di ghiaccio, il gelo dell’anima, quasi in bocca a Lucifero.

Nelle tue pagine convivono giornalismo investigativo, cronaca nera e critica sociale. Troviamo una vicinanza con qualche caso che ha scosso realmente il nostro Paese?

Non volontariamente. Un romanzo richiede tempo, questo ho impiegato 4 anni a finirlo. Ebbene racconto di due ristoranti che servivano alla mafia per riciclare denari sporchi. Le cronache di queste settimane hanno riportato, guarda il sincronismo, la vicenda di un sottosegretario e di una bisteccheria. Chiamiamola, come ha detto Maurizio De Giovanni di me, dote di preveggenza.

Nel libro c’è spazio anche per temi come la solitudine, il rimpianto e la perdita. Che peso hanno rispetto all’intreccio thriller?

Mariano Sabatini
Mariano Sabatini

Finora ho ricevuto solo recensioni lusinghiere e belle, arriveranno anche una o più stroncature magari, ma finora è andata così. Mi è piaciuta la chiusa della recensione di Sergio Roic sul Corriere del Ticino, che sostiene io abbia realizzato l’ambizione di realizzare un romanzo di costume nella cornice veloce della crime story. La solitudine, il rimpianto e la perdita fanno parte delle emozioni umane, per chi umano è. La mia vera tensione è quella di catturare l’umanità nella vasta gamma di caratteristiche realistiche che essa racchiude. Il delitto è un pretesto per tutto questo. Raccontare chi ha ucciso chi sarebbe alla lunga arido. Il crimine è una componente, per fortuna minore, dello stare al mondo. Ciò che davvero è interessante sono le motivazioni che lo muovono.

Per concludere, quanto c’è della sua esperienza di giornalista nella costruzione delle dinamiche investigative e del mondo dell’informazione raccontato nel libro?

Tanto, come ovvio. Ho realizzato quest’anno di essere iscritto all’Ordine dal 1996, sono 30 anni. A consentirmi l’esame di Stato, mentre lavoravo con il mio maestro Luciano Rispoli a Tmc, fu il compianto Sandro Curzi. Ho sempre voluto fare il giornalista, poi la televisione mi ha cooptato. Ma ho applicato il metodo giornalistico qualunque cosa abbia fatto. Anche a scrivere l’ho imparato dai giornali, mi compravo a quindici anni sei o sette quotidiani. Non ho mai frequentato scuole di scrittura, prendevo appunti, memorizzavo le frasi, cercavo le parole. Quando mi è venuto in mente di scrivere un romanzo mi è venuto facile dare vita a un giornalista investigativo. Se c’è una cosa che so fare è andare oltre le apparenze, non farmi ingannare dalle parole, vedere le connessioni, cercare le persone e le informazioni. Cosa fa un investigatore se non questo?

Titolo: Mutevoli nascondigli

Autore: Mariano Sabatini

Casa editrice: Indomitus Publishing

Data di pubblicazione: 12 marzo 2026

Costo:ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in KindleUnlimited) / paperback € 17,99 in libreria e su tutti gli store online

Pagine: 306

Link al sito:https://www.indomitus-publishing.it/product/mutevoli-nascondigli-mariano-sabatini/