Basterebbero da soli questi parallelismi così eccelsi e tanto complessi per proiettarci in quella che è la reale dimensione di questa opera fondamentale ed unica, anche al di fuori del suo genere.

 

"I am by birth a Genevese, and my family is one of the most distinguished of that republic. My ancestors had been for many years counsellors and syndics, and my father had filled several public situations with honour and reputation. He was respected by all who knew him for his integrity and indefatigable attention to public business. He passed his younger days perpetually occupied by the affairs of his country; a variety of circumstances had prevented his marrying early, nor was it until the decline of life that he became a husband and the father of a family."

 

Questo il sommesso incipit, pur vigoroso, di un testo complesso, svolto su diversi piani temporali, che non predilige nessuna delle forme narrative consuete all'epoca, in questa partenza nulla ci anticipa, nulla ci prepara, nulla ci avvisa del sommesso fremito orrorifico che presto ci pervaderà, e già nella quarta delle lettere che ci introducono, riassumendo, in "media res" ci sentiamo chiedere dallo stesso co-protagonista della vicenda: ".....non senti anche tu ghiacciarti il sangue per l'orrore?..." e non possiamo non concordare con lui, perche', pur sapendo poco o nulla della vicenda, tuttavia sentiamo serpeggiare nelle nostre vene un indiscusso, irrefrenabile e oscuro fremito di puro terrore.

 

Sarà l'ambientazione tra i ghiacci, sarà la sensazione che il co-protagonista non è altro in realtà che la "spalla" dell'orrida creatura, vera indiscussa e incontrastata stella dell'intera narrazione, sarà che la vicenda si snoda in una serie di falsi piani temporali e narrativi, ma la magia di questo testo difficlmente è  riproducibile, ed effettivamente mai è stata riprodotta, neppure in parte, nelle centinaia di tentativi di imitazione che si sono succedute nei secoli a venire.

 

Ma vediamo per sommi capi la storia, ovviamente nota a tutti, e la trasposizione narrativa, esaminata nella sua complessa architettura strutturale.

 

Facendo una rapida sintasi, una specie di Bignami della trama, possiamo dire per sommi capi che si narra di uno studioso di medicina svizzero, che sperimentando tenta di creare la vita dal nulla ed assembla una creatura mostruosa usando pezzi trafugati dai cadaveri nel cimitero, riuscendo ad infondere in essa la vita, ma che poi, terrorizzato dal suo medesimo successo, fugge nell'attimo stesso del suo affacciarsi alla vita, lasciandola ad affrontare da sola le difficoltà della sua esistenza. La creatura orrorifica ed incompleta, dotata di un aspetto terrificante, abbandonata a se stessa tenta di trovare una sua via, ma viene rifiutata e perseguitata a causa del suo orrido aspetto, la sua bramosia di vita si ritorce in odio verso l'umanità in genere e verso il suo creatore in particolare.

 

Parte così una doppia caccia del mostro in cerca del suo creatore per vendicarsi e del creatore in in cerca del mostro per liberare l'umanità dalla sua fastidiosa presenza, in una rocambolesca fuga attraverso i ghiacci, in cui non si sa più chi sia preda e chi cacciatore, chi vincitore e chi vinto, chi il bene e chi il male.

 

Questo dualismo è in realtà il filo conduttore di tutta l'opera.

 

Il primo editore a cui si rivolse, facendo passare il suo manoscritto per quello di un giovane autore, rifiutò il libro, che venne poi pubblicato da Lackington, Allen and Company, nel marzo 1818, non conoscendo un successo immediato se non dopo innumerevoli discussioni e polemiche, che non fecero altro che alimentarne il mito, definitivamente consacrato con la realizzazione delle prime trasposizioni cinematografihce, almeno sei di cui l'ultima celeberrima, senza contare tutta la produzione minore.

 

Mary Shelly scrisse successivamente biografie, racconti di viaggio, storie della letteratura, articoli di giornali, romanzi futuristici e novelle, ma senza mai eguagliarela sua prima eccelsa opera, morì nel 1851, logorata da un lungo travaglio doloroso, probabilmente a causa di un tumore al cervello.

 

A tutti gli effetti la Shelly fu considerata la vera madre dell'intero filone fantascientifico e il suo Frankestein continua ad avere un grande successo, tanto che vanta il maggior numero di tentativi di imitazione, ristampe,  e trasposizioni sia teatrali che cinematografiche. 

Le Passioni Devastanti di Cime Tempestose

 

Appartenente a una famiglia indubbiamente prolifica dal punto di vista letterario, Emily Bronte con il suo primo romanzo diede il via a quello che si potrà poi definire un genere a metà tra la Dark Novel e il Gotico, riportando amori e passioni, vendette ancestrali e spiriti fantasmi in quell'indubbio capolavoro di tutti i tempi che è Cime Tempestose.

 

LE PASSIONI DEVASTANTI DI CIME TEMPESTOSE

 

EMILY BRONTE

 

Non è certo un romanzo facile da approcciare per il lettore moderno, abituato di certo a letture più semplici ed immediate.Tuttavia  a prescindere dal periodare lento e raffinato tipico della sua epoca, questo romanzo rimane ancora attuale a distanza di centocinquanta anni dalla sua creazione.

 

Prima ed unica opera di Emily Bronte,giovane e timida fanciulla vissuta da sempre tra le ombre e i suggestivi misteri della brughiera. E la brughiera è in effetti assieme alla passione, l'incontrastata protagonista di quest'opera immortale.

 

Tacciato di eccessiva spregiudicatezza per i forti valori passionali espressi che suscitarono scandalo e scalpore all'epoca, questo romanzo si può configurare come la prima opera gotica che si richiama al concetto di dark novel, precorrendo i temi che poi diventeranno tipici del periodo letterario immediatamente successivo.

 

Tragica storia di una saga familiare, funestata dall'amore e dall'odio, pur essendo datato 1847 a ben guardare non si discosta poi molto dalle odierne soap opera, anch'esse improntate a catastrofiche ragnatele di sentimenti e passioni che si intersecano tra vari gruppi familiari, scambiandosi i ruoli ed i destini,  dove figli e matrimoni e rapporti amorosi si intrecciano vorticosamente tra i rami parentali delle famiglie coinvolte. E questo ce ne conferma la sua attualità.