Dopo più di vent’anni torna in edicola un grande romanzo del compianto Stuart M. Kaminsky, maestro del giallo e divertito autore di storie ambientate nei tempi d’oro del cinema americano. Apparso per la prima volta in Italia nel 1980 (Il Giallo Mondadori n. 1633), I Classici del Giallo Mondadori (n. 1333) ripresenta questi giorni Giocarsi la pelle (You Bet Your Life, 1979), la terza avventura di Toby Peters.

     

Dalla quarta di copertina:

Un orecchio mozzato in una scatola è un messaggio chiaro. Significa che il mittente fa sul serio. Il destinatario è il comico hollywoodiano Chico Marx, minacciato da un misterioso creditore che pretende la restituzione di un prestito di gioco. Se non paga, gli taglieranno le dita. Per proteggere il suo artista la MGM ingaggia Toby Peters, detective privato con una predilezione per il mondo del cinema. La sua prima mossa? Tastare il terreno negli ambienti della criminalità organizzata, magari qualcuno è al corrente del fantomatico debito. Mossa intelligente ma rischiosa, perché quelli che potrebbero dargli qualche informazione vengono uccisi uno dopo l’altro. E il prossimo a rimetterci un orecchio o anche tutta la testa potrebbe essere proprio lui.

     

Ecco un estratto dall’incipit:

— Signor Capone! — gridai, cercando di coprire il rumore della risacca. — Sono Toby Peters.

Le nuvole avevano coperto il sole, ma Al Capone si fece ugualmente schermo davanti agli occhi con le dita tozze e mi esaminò in silenzio. Mi voltai verso l’altra estremità del pontile e cercai Leonardo Bistolfi: era lui che mi aveva portato lì e speravo che mi avrebbe fatto capire come dovevo comportarmi, ma non si mosse, restò fermo ad ascoltare, con le braccia incrociate.

— Sono un investigatore privato, signor Capone...

Mi interruppe con un suono aspro, inarticolato, come se masticasse sabbia.

— Non ho capito — dissi e mi asciugai l’acqua dalla fronte. Sulla lingua avevo il sapore del sale.

Per tutta risposta, Capone si voltò e si rimise a pescare. Restai fermo e zitto per qualche minuto, mentre le onde e l’umidità della Florida tingevano di nero il mio vestito marrone chiaro. Un pesce (o era una sirena?) diede uno strappo alla lenza e se ne andò. Capone alzò la canna troppo tardi, sull’amo l’esca non c’era più. Batté la canna sull’acqua tre o quattro volte, sperando di spaccare la testa a quel pesce invisibile. — Schifoso — borbottò e ricominciò a pescare senza esca.

Era il 1941, il 19 febbraio del 1941, e io avevo quarantaquattro anni. Il mondo correva in fretta verso un destino atroce, stava per scoppiare la guerra, io facevo l’investigatore, avevo addosso un vestito bagnato e in banca cinquantasei dollari. Mi pareva di dover restare per sempre in piedi su quel pontile, a guardare Al Capone che pescava senza esca mentre la salsedine mi filtrava adagio adagio sotto la camicia. Quasi mi addormentavo.

— E allora? — chiese Capone senza voltarsi.

— Forse potete aiutarmi — risposi. Capone guardava l’acqua. — Me l’ha detto Marty Maloney, Red Maloney. È stato ad Alcatraz con voi.

    

Stuart M. Kaminsky (1934-2009), storico e critico cinematografico statunitense di fama internazionale, ha cominciato a scrivere gialli negli anni ’70. Le sue detective story più famose sono ambientate nella Hollywood dell’epoca d’oro, ricostruita con precisione maniacale, e vedono coinvolti insieme al protagonista Toby Peters personaggi reali dello star system. L’ispettore moscovita Porfirij Rostnikov è invece al centro dell’altrettanto famosa e longeva “serie russa”. Per la sua produzione poliziesca, Kaminsky è stato insignito di importanti riconoscimenti come l’Edgar nel 1989 e il Grand Master Award nel 2006.

     

All’interno, il racconto Diamanti sotto i talloni di Sergio Donato.

     

Giocarsi la pelle di Stuart M. Kaminsky (I Classici del Giallo Mondadori n. 1333), 182 pagine, euro 4,90 - Traduzione di Luciana Crepax