Tredici volte Campion di Margery Allingham, Mondadori 2013.

“Ricatti, aggressioni, rapimenti, traffici illeciti. E’ infinito l’elenco di reati con cui Albert Campion, affiancato dal sovrintendente Oates di Scotland Yard, si trova a misurarsi. Per non parlare del caleidoscopico assortimento di criminali: astuti, spavaldi, inafferrabili, tutti instancabilmente impegnati in ogni sorta di malefatte. Ma che si tratti di scovare un abile ladro che si divide tra battute di caccia, belle ragazze e furti di gioielli, di smascherare truffatori e artisti dello scasso, o di fiutare dove stia il marcio della morte di un novantenne che a quanto pare non è poi così morto, Campion è instancabilmente impegnato a guastare la loro festa. Sempre con il sorriso sulle labbra, senza mai dimenticare le buone maniere, soltanto a colpi d’intelligenza. E la sua, come è noto, non teme rivali”.

C’è da aggiungere poco altro alla presentazione così precisa di un inedito procacciato dalla banda insaziabile di Franco Forte, se non che il garbato, occhialuto Campion “dalle buone maniere”, al momento giusto sa battersi bene avvinghiato ad un farabutto. Che ha una zia uggiosa e spesso accanto a sé delle belle pupattole.

Una Margery di classe, precisa, attenta, puntuale. Non susciterà entusiasmi (e magari, invece, li susciterà) ma sicuramente un disteso, piacevole godimento di lettura. Senza urla e schizzi di sangue.