Grazie per la cioccolata di Charlotte Armstrong, Mondadori 2026.
Amanda Garth, ragazza piena di verve, naso dritto, bocca grande, fronte liscia e occhi azzurri che ha frequentato il liceo artistico con ottima possibilità di diventare una brava designer, quando “scopre di essere stata parte di uno scambio di neonati, un dubbio la assale: e se lei in realtà fosse la figlia del celebre pittore Tobias Garrison? In fondo anche lei è un’artista, e il talento può essere ereditario.Il desiderio di comprendere il disegno completo della propria vita la spinge alla Galleria Peck di Los Angeles, dove è in corso una mostra del pittore, e per la prima volta dalla nascita rincontra Garrison… e loro figlio Thone, il bambino con cui era stata scambiata.”
Tra i vari quadri presenti giganteggia il Ritratto di Belle sulla soglia, la donna che poteva essere stata sua madre. Da qui il desiderio di conoscere la famiglia Garrison a qualunque costo nella loro villa dall’aspetto “bizzarro e terrificante” appollaiata sull’orlo di un canyon. Qui viene accolta amorevolmente come “la bambina sbagliata” del famoso scambio da Tobias perché “lo riporta ad un periodo felice della sua vita.” Ma ecco uno strano episodio. Quando Amanda sta per visitare la stanza di Thone vede la signora Garrison rovesciare di proposito un thermos di cioccolata calda. Strano davvero…
Anche perché, aiutata dal fidanzato chimico Gene Noyes (capelli rossi, lentiggini e naso all’insù) scoprirà che quella cioccolata, attraverso l’analisi di un residuo, contiene deibarbiturici! Dunque per Amanda la terza moglie voleva avvelenare Thone e allora farà di tutto per proteggerlo. Se a questo si aggiunge la davvero particolare morte di Belle avvenuta in circostanze misteriose molti anni prima e trovata nel garage sotto il tubo di scappamento aperto dell’auto, la faccenda diventa assai pericolosa. Anche per Amanda stessa…
Una storia ricca di brivido, continua tensione e paura.
All’interno, il racconto Tarocchi e brigidini di Marcello Risicato, vincitore del premio Giallo in Provincia 2025. Ecco cosa ci racconta l’autore:“‘Tarocchi e brigidini’ è la prima storia del detective Ettore Salviati. Prima ancora del racconto, Ettore è nato da una semplice domanda: cosa accadrebbe se creassi un investigatore che si affida alla logica, ma che allo stesso tempo è scaramantico e, nelle sue indagini, ricorre ai tarocchi? Da questa ambiguità ho costruito un’indagine che sembrasse chiara fin dall’inizio, quasi ordinata, e che invece, con tratti quasi tragicomici, portasse fuori strada. Pistoia mi ha dato il contesto giusto. Una città toscana, precisa, concreta, con un’ironia asciutta che si prestava bene al racconto che avevo in mente. Dentro Salviati, anche se qui si intravede appena, c’è un’altra anima, più istintiva, più mediterranea, che affiorerà nelle storie successive. E come spesso accade, la verità era lì fin dall’inizio. Solo che non era dove sembrava.” Un deciso esecco giudizio. Ottimo.
Buona lettura.






