Mauro Boncompagni, colonna portante del Giallo Mondadori, presenta questo marzo la sua nuova opera di raccolta: il numero 93 de “Gli Speciali del Giallo Mondadori”, dal titolo Delitti in campagna.

Per sapere tutto dei testi presenti, si rimanda agli Archivi di Uruk.

Le trame

La dama di compagnia di Marie Belloc Lowndes

Eva Raydon è sotto processo, accusata di aver avvelenato con l’arsenico il marito nella loro incantevole villa di campagna. Le prove contro di lei sono schiaccianti: ha avuto sia l’opportunità di commettere l’omicidio sia il movente, dettato da una relazione extraconiugale. Il suo destino è segnato, a meno che qualcuno in possesso di ulteriori elementi non sia disposto a rivelarli per salvarla da una condanna ormai certa.

L'ultima sera di Henry Wade

Sir Albert Sterron è un uomo arcigno che vive nella sua residenza di campagna abbandonata al degrado. Quando una mattina viene trovato impiccato nello studio, nessuno pare nutrire dubbi. Nessuno tranne l’ispettore che esamina la scena del presunto suicidio. Anche se al momento non saprebbe spiegare perché, il suo istinto gli dice che sir Albert Sterron è stato assassinato.

La vacanza di Ethel Lina White

Janet si sta preparando a partire per un soggiorno in campagna. Ma i suoi programmi vengono sconvolti dall’irruzione nel suo appartamento di un uomo armato. L’intruso, braccato dalla polizia per aver rapinato una banca e ucciso il cassiere, intende tenere Janet sequestrata finché le acque non si saranno calmate. È agosto e l’edificio è quasi deserto. Chi potrà liberarla? E soprattutto, finirà così male la sua vacanza?

L’incipit dell’Introduzione

Se c’è un posto in cui gli autori di polizieschi hanno fatto morire con più gusto una legione di poveri sventurati, questa è la campagna inglese. Non c’è nulla di meno idilliaco e rassicurante, nel giallo classico, di una bella villa fuori città dove i convitati si riuniscono per celebrare una ricorrenza come il Natale, diciamo, o per trascorrere un simpatico week-end in compagnia. Il posto sembra magari un incanto, ma siccome gli opposti finiscono inevitabilmente per attrarsi, è proprio dai paradisi che nascono gli inferni. E come diceva W.H. Auden in un suo arguto saggio sul poliziesco, The Guilty Vicarage, più il luogo prescelto per una riunione sembra edenico e celestiale, più finisce per richiamare il delitto proprio nella misura in cui vi si oppone. Ma se non bastasse la saggezza dei poeti, si potrebbe dare ascolto alle parole di monito di un’anziana signorina, Miss Marple, che di villaggi e case di campagna si intendeva alla perfezione: “Quelli di cui ci fidiamo, sono anche quelli che alla fine ci ingannano”. Perché, in fondo, la natura umana non cambia molto quando si esce dai limiti angusti di un villaggio come St Mary Mead, anche se è proprio in posti simili che è possibile studiarla al meglio.

L'incipit de "La dama di compagnia"

Era un buio pomeriggio dei primi di dicembre, non però così buio che non si potessero leggere i titoli dei giornali della sera, stampati a lettere cubitali:

LA TRAGEDIA DI SWANMERE

STRAORDINARIE RIVELAZIONI

SUL MISTERIOSO CASO RAYDON

Coloro che scorrevano con gli occhi i sommari si sarebbero potuti dividere in due categorie: la più numerosa era quella composta da persone avide di conoscere tutti i particolari di un fatto di cronaca certamente annoverabile fra i delitti più misteriosi del ventesimo secolo. L'altra categoria, infinitamente più piccola, comprendeva quanti erano seccati e disgustati di vedere che anche il loro giornale preferito favoriva una curiosità a loro detta morbosa. Ma anche questa seconda categoria doveva onestamente ammettere che il caso Raydon conteneva tutti gli elementi atti a formare una causa celebre.

Una cosa sola mancava in quella faccenda, ma una cosa importantissima agli occhi di coloro che si atteggiano a giudici nei delitti; vale a dire che, nonostante i titoli dei giornali che parlavano del mistero di Raydon, di mistero ce nera proprio poco.

L'incipit de "L'ultima sera"

— Bella coppia, non è vero?

Sir James Hamsted esitò alquanto prima di rispondere con la sua solita gravità: — Bellissima, davvero. La signora Sterron è di una bellezza classica. Vostro fratello è un uomo ben fortunato!

Julius Sterron sorrise. Sir James Hamsted non doveva essere uno psicologo molto acuto.

Dall'alto del verde declivio dove i due uomini stavano a guardare, si dominava ampiamente il campo da tennis, sul quale due giocatori, inconsci dell'ammirazione che suscitavano, si contendevano la vittoria con un gioco serrato.

Lo scambio delle palle, eseguito con perfetta precisione, si concludeva regolarmente con colpi violenti che mandavano la sfera a schiacciarsi contro la parete o la facevano volare oltre le barriere, per andare a perdersi dentro i cespugli vicini.

— Ah, un’altra che se ne va! Julius, ti prego, mi faresti il favore…?

Julius Sterron aveva un bel posare a uomo inaccessibile; il riso squillante e il volto radioso di Griselda avevano un fascino sottile a cui pochi sfuggivano, e il cognato si precipitò sorridendo alla ricerca della palla tra i cespugli fiammanti di rossi rododendri.

L'incipit de "La vacanza"

In quel piccolo condominio dall'aspetto un po’ antiquato sembrava che quasi tutti fossero pronti a partire per le vacanze a eccezione di Charles Bevan.

Le sue ambizioni di diventare un giovane aviatore avevano subito una grande battuta d'arresto, tanto che, durante gli ultimi otto mesi, lui se n'era rimasto steso nel letto di un appartamento al pianterreno che dava sul pozzetto del cortile. Detestava leggere, perciò non aveva altro da fare che ascoltare dalle sei del mattino il passaggio dell'acqua dei bagni nelle tubature e osservare le luci che si accendevano nel palazzo di fronte fino a quando tutti quanti non andavano a dormire.

Info

Delitti in campagna a cura di Mauro Boncompagni (Il Giallo Mondadori Speciali n. 93), 352 pagine, euro 6,90