Sessantaduesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo aprile in edicola: Vendetta romana (Vengeance romaine, 1981) del compianto Gérard de Villiers: per l'occasione il romanzo è stato ritradotto da Stefano Di Marino.

Per sapere TUTTO della vita editoriale italiana del personaggio, si rimanda agli Archivi di Uruk.

La trama

Organizzando un ricevimento nel suo castello di Liezen, Malko Linge certamente si aspettava qualche distrazione non prevista. Come un incontro ravvicinato con una focosa ospite brasiliana. Gli spari che risuonano nella sala da ballo non rientrano però nel programma della serata. Tre uomini e una donna hanno fatto irruzione in tenuta da combattimento, armati di pistole e mitragliette e con un assortimento di bombe a mano agganciate alle cinture. Sono lì per eseguire una sentenza di morte in nome dei martiri palestinesi. E il condannato è lui, il grande anfitrione, accusato di essere un agente sionista. La situazione prende per fortuna un’altra piega e gli assalitori vengono messi in fuga, ma la sontuosa residenza ne esce devastata. Ora un’unica parola riecheggia nella mente di Malko. I membri del commando, terroristi tedeschi della RAF legati a doppio filo alle Brigate Rosse italiane, la pagheranno cara. Darà loro la caccia con ogni mezzo, prima a Francoforte, poi a Roma, impiegando tutto il tempo necessario. E quando li troverà, anche il Principe delle Spie avrà una sentenza da eseguire. In nome della vendetta.

L’incipit

Sua Altezza Serenissima il principe Malko Linge, Cavaliere di diritto dell'Aquila Nera, Margravio della Bassa Lusazia, Cavaliere dell'Ordine dei Serafini, solo per citare alcuni dei suoi titoli, ai quali andava aggiunta la sua più recente acquisizione nobiliare di agente "fuori quadro” della Central Intelligence Agency, scostò il tendaggio di velluto scuro della sala da ballo per ammirare il biancore scintillante della sottile pellicola di neve che, dal mattino, copriva il cortile del castello di Liezen. Sino a tempi recenti quest'ultimo non aveva potuto disporre di un parco più vasto di un magazzino di periferia. Situato presso la frontiera con l'Ungheria, era stato vittima, nel 1945, di una disgraziata correzione della linea di confine. C erano voluti il decesso di un vicino e una sostanziosa somma di denaro in dollari americani per recuperare qualche ettaro di boschi e prati, e rendere Malko un castellano a pieno diritto. Durante la notte la neve era caduta copiosamente e, in seguito, la temperatura si era raffreddata, trasformando la corte in uno specchio scintillante. Anche se la strada da Bratislava a Vienna era ridotta a una pista di pattinaggio, non uno degli invitati del principe era mancato all'appello. Si trattava di una dozzina di coppie venute dalle magioni del circondario e persino da Vienna, lise, l'anziana cuoca del principe, aveva preparato un capriolo secondo una sua particolare ricetta, preceduto da affettati in abbondanza, il tutto innaffiato con bottiglie di Steinhäger e bordeaux. Terminata la cena, gli invitati si erano spostati in uno dei saloni del primo piano, che godevano di un miglior riscaldamento e di un pavimento di parquet di Versailles, impeccabilmente passato a cera e giustamente battezzato "sala da ballo". Chi non danzava poteva approfittare dei sontuosi divani, già utilizzati per innumerevoli incontri galanti, o visitare l'angolo bar per farsi servire Stolichnaya, J&B, Dom Perignon e Gaston de Lagrange. Senza contare gli schnapps per chi preferiva drink più sofisticati e variati. Tutte le donne erano in abito da sera e compensavano con il portamento la relativa modestia dei gioielli. Due camerieri venuti da Liezen assistevano Elko Krisantem nel servizio. Grandi ciocchi di legno crepitavano nei camini della sala da ballo, nella biblioteca e nel piccolo salone annesso. Una raffinata ospitalità, sehr gemütlich, come si diceva da quelle parti. Il padrone di casa, come d'abitudine, esibiva tutto il suo fascino di aristocratico della Vecchia Europa.

L'autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

Info:

Vendetta romana di Gérard de Villiers (Segretissimo SAS n. 62), 208 pagine, euro 5,90 – Traduzione di Stefano Di Marino