L’avreste mai immaginato che un giorno alcuni insegnanti inglesi appassionati di gialli e il web master del sito di Agatha Christie avrebbero unito i loro sforzi per un prodotto molto originale?

Si tratta dei giochi-studio su due dei romanzi più famosi di Agatha: Death on the Nile (Assassinio sul Nilo) e 10 Little Indians (Dieci Piccoli Indiani).

Death on the Nile è stato scritto e curato da Liane Purnel, ricercatrice presso il Newman College of Higher Education che introduce il suo lavoro con una emblematica domanda retorica:

“Cosa può esserci di meglio che una Luna di Miele in crociera sul Nilo?”

Il connubio fra un plot decisamente originale e coinvolgente – continua

la Purnel nella sua introduzione – e una carrellata di personaggi singolari e scenari esotici, ne fanno uno dei romanzi più intriganti della scrittrice inglese. Oltre a essere uno dei più amati dai suoi lettori.

L’isolamento dei personaggi (il millenario fiume Nilo che li tiene prigionieri sulla barca) non è nuovo nella letteratura gialla (la cosiddetta Locked Door), ma qui c’è anche un elemento in più: l’umano.

Death on the Nile è stato considerato da molti uno dei gialli più umanamente coinvolgenti della Christie. Sebbene sia estremamente complicato il delitto e la sua attuazione sfiori l’inverosimile, personaggi come Linnet Ridgeway, Simon Doyle, Jaqueline de Bellefort, il Colonnello Race e la scrittrice rosa Mrs Otterbourne difficilmente possono essere dimenticati, per la loro forte caratterizzazione. È per questo che

la Purnel ha scelto questo capolavoro (che il Daily Mail definisce come Impeccabile, senza difetti) per far divertire gli studenti di inglese di tutto il mondo. Il gioco consiste nell’interpretare ognuno un personaggio del romanzo, scrivendo un diario di bordo, facendo attenzione alla storia e alla geografia non solo dell’Egitto, ma di tutti i paesi che la coppia in luna di miele visita. Ci si può improvvisare giornalisti e scrivere un articolo sugli eventi accaduti sul Karnak (il battello della crociera) con tanto di intervista a Hercule Poirot.

Ndidi Okenzie, invece, preferisce far lavorare gli studenti su 10 Little Indians. Un classico che preferisce chiamare con il più politically correct And Then There Were None (e poi non ne rimase nessuno). Quando uscì in America, qualcuno lo ricorderà, il libro dovette chiamarsi così perchè non si potevano accettare né 10 piccoli “Niggers” né “Indians”, vista la presenza delle due comunità negli Stati Uniti; per cui si pensò di passare dalla prima frase della filastrocca inglese per bambini all’ultima: e poi non ne rimase nessuno.

Okenzie non fa scrivere gli studenti, ma li fa recitare. Il suo è un lavoro di arrangiamento della piece teatrale (che la stessa Christie aveva tratto dal romanzo) con uno studio approfondito sui personaggi e le loro reazioni alla paura e all’isolamento forzato (un po’ alla Grande Fratello: gli studenti devono osservare, recitare, valutare e capire le reazioni umane). Anche qui ritroviamo l’elemento della Locked Door: i 10 personaggi sono bloccati su un’isola del Devon e muoiono uno dopo l’altro.

Interessante.