Sherlock Holmes e il dono della vista di Antonino Fazio, Mondadori 2026.

Come ci fa sapere l’autore “In questo romanzo, Holmes si trova alle prese con due casi differenti, uno reale (e molto famoso) e uno di fantasia, a sottolineare l’aura di realtà posseduta dall’investigatore londinese….” 

Il primo caso, siamo nella Londra del 1888, riguarda Jack lo Squartatore che squartava, appunto, le vittime già morte. Un vero e proprio essere invisibile che non si lascia acciuffare. Naturalmente l’ispettore Lestradeavrà bisogno dell’aiuto di Holmes…

Il secondo caso tratta della vedova Agnes Springfield. Da qualche tempo si è accorta che qualcuno sposta le sue cose durante la notte: una sedia, un astuccio, una penna e così via. Bel mistero da svelare per Sherlock Holmes e il dottor Watson. Tanto più che la signora abita a Mulberry Street nello stesso quartiere Whitechapel teatro dei delitti di Jack. Un caso? E la signora è pure cieca…

La faccenda si complica quando qualcuno tenta di rubare la borsetta a Fanny, domestica della signora Agnes, che riceve anche una lettera per un appuntamento. Proprio nel luogo stabilito dell’incontro una signora viene urtata, cade e muore. Morte naturale o uccisa con un colpodella lotta orientale come un atemi secondoHolmes? Molto probabilmente voleva parlare con Fanny. Ma perché ucciderla?…

Si scopre che  trattasi di Claire Smithers, governante della famiglia Thorpe, che conosceva Magda la madre di Fanny a Southampton. La spiegazione di tutto secondo Holmes sta proprio nella vita di Magda scomparsa dopo essere rimasta incinta senza sapere del padre. Occorre trovare il sicario e scoprire il mandante che potrebbe nascondersinella complessa famiglia Thorpe. Certo non facile anche perché la nostra famosa coppia rischia la vita.

Per sbrogliare i fili dell’intricata matassa bisogna arrivare alla “rappresentazione” finale in tre atti del mitico Sherlock. Proprio come stare seduti a teatro.

Buona lettura.