Il Club delle arzille detective di Amanda Ashby, Storm 2026.

Ogni tanto un cosy crime fa sempre bene. E così dopo Il Club dei delitti del giovedì di Richard Osman, Feltrinelli 2026, mi sono buttato anche su questo. Là c’erano dei vecchietti e qui delle arzille vedove. O vediamo che cosa ti inventano…

Virginia Cole, ovvero Ginny Cole si è trasferita da Bristol nel paesino di Little Shaw del Lancashire per lavorare in biblioteca, dopo il colloquio con la presidente Marigold Bentley,  sotto la dura e scostante Louisa Farnsworth che non gode di alcuna simpatia.

E proprio Ginny la troverà nella biblioteca “mezza sepolta sotto una cascata di volumi” con un gonfiore intorno al collo. Le manca un’unghia e il moncherino è segnato “da sottili linee bianche trasversali”. Per lei, che ha lavorato molti anni nello studio medico del marito Eric ormai defunto (con il quale continuamente parla), quelle linee possono essere sintomo di insufficienza renale o, addirittura, di avvelenamento da arsenico! E di avvelenamento si tratterà…

Dell’omicidio verrà accusata Alyson, la figlia di Hen, una delle tre “arzille vedove” che aveva conosciuto nel negozio di alimentari e che insieme cercheranno di trovare il vero colpevole. Vediamole un po’ “JM era alta e slanciata, aveva pantaloni ampi e una camicia azzurra che la faceva sembrare Marlene Dietrich, Tuppence, molto più bassa, indossava una salopette di jeans piena di schizzi di vernice, abbinata a stivaletti rosa di gomma. Hen, invece, portava una blusa liberty a fiori, in parte coperta da un pesante cardigan di lana Aran lavorata a mano, e una lunga gonna di jeans.” Un bel gruppetto di detective mentre indaga anche l’ispettore James Wallace.

Indagine per niente facile tra tresche amorose e altri morti ammazzati o finiti all’ospedale. Comunque il club delle vedove allegre non si arrende. Importante, importantissimo anche il gatto randagio Edgard adottato da Ginny che potrebbe dare una mano a risolvere il caso come è già successo in altri rinomati gialli.

Classico gialletto leggeretto che si legge in un balletto.

Buona lettura