Ritorna l'Atlante del Giallo con un quinto numero succulento. Con il comitato scientifico di Alessandra Calanchi, Giovanni Darconza, Roberta Mullini, Luigi Pachì e Giuseppe Puntarello è disponibile il lavoro di Federica Crescentini dal titolo Agatha Christie, The Mousetrap e le trappole dell'identità – There are things one doesn't forget.

La fama di Agatha Christie è profondamente legata anche a The Mousetrap, sua pièce più longeva: cosa si cela dietro la cornice di detective fiction alleggerita da momenti di effervescente comicità? L’oscurità dei temi trattati, radicata in un caso reale di violenza, riecheggia su pagine e palcoscenico a ricordarci che “Ci sono cose che non si dimenticano”.Approfondendo il concetto di identità in quanto trappola, la scrittrice inserì dettagli che permettono di riflettere su temi purtroppo ancora attuali e leggere oltre le righe, interpretando perfino il lieto (?) fine.Questo saggio offre una panoramica sulla detective fiction, per poi concentrarsi su Agatha Christie e infine analizzare Three Blind Mice e il suo adattamento The Mousetrap.

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L'autrice

Federica Crescentini ha conseguito la laurea triennale in Lingue e Culture Straniere presso l’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, dove ha scelto di proseguire il percorso accademico ottenendo nel 2015 la laurea magistrale biennale in Lingue per la Didattica, l’Editoria, l’Impresa. La sua più grande passione è Agatha Christie, motivo per cui ha incentrato entrambe le tesi sulla Duchessa della Morte. Come studiosa indipendente ha continuato ad appassionarsi a ciò che più ama: nel 2017 ha partecipato alla conferenza “Agatha Christie:a Reappraisal” tenutasi a Cambridge, con un intervento focalizzato su Three Blind Mice e The Mousetrap. Successivamente ha elaborato un capitolo riguardante la Seconda Guerra Mondiale all’interno delle opere sopracitate, pubblicato nella raccolta Agatha Christie Goes to War a cura di R. Mills e J. C. Bernthal (Routledge 2020). A novembre 2019 ha preso parte come relatrice al convegno annuale Urbinoir, presso l’Università degli studi di Urbino; il tema trattato è stato inserito nel volume Non ricordo. Amnesie, vuoti di memoria e rimozioni nella letteratura e nel cinema noir a cura di Alessandra Calanchi e Roberto Danese (Aras, 2020). Nello stesso anno ha risposto a una call for papers con Wicked Speech and Evil Acts: Performativity as Discourse and Murder as Responsibility in Curtain-Poirot’s Last Case (1975) and Speedy Death (1929)”, poi inserito nella raccolta intitolata Performativity of Evil Characters in Anglophone Literature and Media a cura di Nizar Zouidi (Palgrave Macmillan, 2021). Nel novembre 2022 è tornata a Urbinoir come relatrice nell’edizione dedicata a "Donne in Noir: le protagoniste della crime fiction contro la violenza e la discriminazione". Ama tutto ciò che ha a che fare col mistero.