Il viaggiatore del passato di Paul Halter, Mondadori 2026.

Recensire un libro di Paul Halter con il criminologo Alan Twist è un’impresa disperata data la complessità e gli intrighi del caso. E dunque per la prima volta mi permetto di sfruttare in pieno una presentazione già pronta.

“A Oaksfield il tempo sembra essersi fermato. La grande dimora degli Stephenson, isolata ai margini del villaggio e vegliata dalle lapidi del cimitero, mantiene da cinquant’anni un segreto mai svelato: la scomparsa del brillante paleontologo Victor Stephenson, svanito una sera d’inverno del 1905 lasciando la giovane moglie Dorothy e il loro bambino.La Dorothy del 1955 è diventata una matriarca autoritaria e temuta, che domina la famiglia con il pugno di ferro: il secondo marito Colin, attratto dagli spiriti e dai misteri dell’antico Egitto; la nuora Zora, pittrice sognante e inquieta; le nipoti Charlotte e Arianna, tra loro estremamente diverse, ma egualmente prigioniere dell’aria soffocante di casa Stephenson.Attorno a queste ultime ronzano due spasimanti: Fred Jenkins, giovane diplomatico innamorato di Charlotte fin dai tempi del loro viaggio al Cairo, e Ian Wilder, marinaio audace e imprevedibile che ha conquistato il cuore di Arianna.Un giorno, tuttavia, l’apparente immutabilità di Oaksfield viene turbata da una misteriosa telefonata che fa perdere i sensi a Dorothy. La matriarca rifiuta di dare spiegazioni ai famigliari, e alcuni giorni dopo, a Londra, compare tra la folla un uomo vestito con abiti da inizio del secolo, che appare spaesato davanti alle automobili e ai treni della metropolitana, e che fa ben presto una fine orribile.Nelle sue tasche vengono trovati oggetti impossibili: denaro fuori corso, vecchi biglietti da visita, una lettera datata 1905… e un nome: Victor Stephenson.Per far luce sull’accaduto, l’ispettore Archibald Hurst e Alan Twist dovranno recarsi a Oaksfield e scavare tra i misteri accumulati in oltre mezzo secolo di segreti di famiglia.”

Naturalmente aggiungo la strana morte di Dorothy trovata senza vita nella guardiola del cimitero che confina con la proprietà degli Stephenson. Si era chiusa dentro con il catenaccio e accanto al suo corpo uno specchio rotto. Specchio che ha una sua importanza…

Da mettere in rilievo la caratura dei due personaggi principali: l’elefantesco ispettore Archibald che fuma sigari avana, avvampa, si infervora facilmente, ringhia e grugnisce, mentre il contenuto criminologo Twist osserva e analizza con la sua “capacità innata di amalgamarsi in qualsiasi ambiente…” Sarà proprio lui a risolvere l’incredibile caso aiutato, ce lo fa sapere, da tre animali: il gatto, il serpente e le anatre…

Buona lettura.