Enigma per folli di Patrick Quentin, Mondadori 2026.
Nella clinica psichiatrica del dottor Lenz gira una serie incredibile di personaggi a cominciare dal giovane regista di Broadway Peter Duluthche racconta la storia. Ossessionato dalla moglie morta nell’incendio del suo teatro si è completamente attaccato alla bottiglia e ora cerca di uscirne fuori. Ma un giorno nel cuore della notte viene svegliato da una voce misteriosa che sembra proprio la sua “Devi andartene, Peter Dulith” seguita da “Qui verrà commesso un assassinio”. Impaurito si reca dal dottor Lenz a raccontare l’accaduto. Secondo lui anche altri pazienti hanno strane reazioni e comportamenti anomali e ora “vari incidenti inesplicabili” gli “danno la sensazione” che nella sua clinica c’è qualcuno che non dovrebbe esserci.” Se Duluth vede o sente “qualcosa di straordinario, questo qualcosa ha le sue basi nella realtà dei fatti.” E chiede, addirittura, il suo aiuto.
Peter è comunque in “buona compagnia”: il ricco finanziere Daniel Laribee ossessionato dalla paura di perdere le sue azioni in Borsa; David Fenwick, un giovanotto “leccato e impeccabile” che parla con gli spiriti; Martin Geddes “un simpatico inglese” fissato con l’Impero e con l’India; Billy Trent “un bambinone” che crede di essere un garzone da bar. A cui si aggiungono alcuni personaggi femminili come la signorina Iris Pattisonconvinta che Laribee abbia ucciso suo padre e la signorina Powell affetta da cleptomania. Mica male…
Non mancherà, naturalmente, il morto ammazzato profetizzato dalla voce misteriosa e trovato dallo stesso Peter che porterà la notizia al dottor Lenz. Solo loro due e il capitano di polizia Green dovranno sapere del terribile fatto in modo da cercare il colpevole all’interno della clinica. La faccenda si complica ancora di più con l’arrivo di un altro morto ammazzato che mette in risalto l’importanza del classico testamento. Chi è, dunque, l’assassino? Si nasconde tra i pazienti? O tra i dottori e le infermiere?…
Peter Duluth non demorde, non si arrende. Resterà al centro della storia tra psicoanalisi, psicoterapia, spiritismo, illusionismo, dubbi, angoscia, paura, un groviglio inestricabile di scene nuove e imprevedibili. Ecco, però, forsebasta attirare l’assassino con un trucco. Forse…
Ma l’Amore, ci sarà un po’ di spazio per questo nobile sentimento in tale coacervo di situazioni? Ci sarà, ci sarà.
All’interno, il racconto La dama velata di Tiziana Colosimo, vincitore del premio Gialli.it 2025.Ecco un’anticipazione dall’autrice:“Una serata elegante, una première al Teatro dell’Opera di Roma. Un melodramma che va in scena su un palcoscenico dove, tra luci e ombre, si consumano passioni e si meditano vendette. Cala il sipario, la commedia è finita. Ma il teatro nasconde misteri e angoli segreti, come le pieghe più profonde dell’animo umano e dietro le quinte tutto può succedere. Giochi di luce, maschere, illusioni, colpi di scena. Un mondo dove tutto è finzione, anche la morte. O forse no.” Bel racconto con un finale davvero “particolare”.
Buona lettura.






