In edicola a giugno arriva Enigma per folli di Patrick Quentin. (Il Giallo Mondadori Classici n. 1505). Dopo la morte della moglie, Peter Duluth si è attaccato alla bottiglia, bevendo tanto da affossare la sua reputazione di promettente regista teatrale a Broadway e porre le basi per una prematura calata del sipario sulla sua stessa vita. Finché non accetta di sottoporsi a una terapia di disintossicazione nel famoso istituto psichiatrico del dottor Lenz, che in fondo non è nemmeno una casa di cura, ma un rifugio dorato per ubriaconi danarosi. Lo dimostra il fatto che tra i pazienti non figurino pazzi irrecuperabili, doverosamente indirizzati ai manicomi di Stato. E per la guarigione sempre possibile di chi ha sofferto di qualche disturbo nervoso, per esempio un alcolizzato come lui, è fondamentale trovarsi in un ambiente protetto, al riparo dall’influsso negativo dei veri malati di mente. Ciò non esclude tuttavia la presenza, in mezzo agli ospiti o al personale, di qualcuno che potrebbe sfuggire all’occhio clinico dei medici. Qualcuno magari abilissimo nel nascondere la propria follia, oppure talmente lucido da saper inscenare il comportamento di un maniaco. Come un attore. O come un assassino.
L'autore
Patrick Quentin è uno degli pseudonimi adottati da Richard W. Webb (1901-1965) e Hugh C. Wheeler (1912-1987), entrambi inglesi, emigrati in America negli anni Trenta. Celebre firma del giallo cui si devono romanzi caratterizzati da trame ingegnose e finali a sorpresa, tra i più noti personaggi di Patrick Quentin si ricordano il regista teatrale Peter Duluth, il dottor Westlake e il tenente Trant. Webb e Wheeler hanno usato anche lo pseudonimo di Jonathan Stagge.
All’interno, il racconto La dama velata di Tiziana Colosimo, vincitore del premio Gialli.it 2025.










