Le inchieste del commissario Collura di Andrea Camilleri, Sellerio 2026.
Il commissario di polizia Vincenzo (per gli amici Cecè) Collura si trova in convalescenza, dopo essere stato ferito durante uno scontro con dei rapinatori di banca, su una crociera come commissario di bordo insieme al suo vice triestino Scipio Premuda. Durante la quale avvengono ben otto fatti piuttosto interessantisui quali investigare. Vediamoli velocemente…
Un cantante particolare con dei baffetti che non accarezza ma li preme sul labbro superiore. Strano, per l’occhio vigile di Cecè…
Una signora ha visto un fantasma, praticamente un lenzuolo e all’altezza degli occhi due palline fosforescenti che fluttuava ai piedi del letto. E ha sentito pure la sua voce cavernosa che la consigliava di scendere dalla nave! Ma nel suo racconto c’è qualcosa che non torna…
Scipio Premuda è in continuo fermento. Si è innamorato di Anna Zirelli una delle due figlie di un noto industriale ma la signorina cambia continuamente di umore nei suoi confronti! Una sera è dolcissima e tenera, il giorno dopo dura e scontrosa. Visto lo sconforto del suo vice Cecè vuole risolvere il problema e ha già un’idea in testa…
Una signora ha visto una morta assassinata con una coltellata. Essendo gravemente sofferentedi cuore rischia la vita. Ecco che il campanello suona nella testa di Cecé. Di mezzo c’è una bella eredità…
Una signora crede che suo marito la tradisca e chiede l’aiuto del Nostro. Non la tradisce ma bara al gioco. Cosa inventare per farlo smettere? Ecco l’idea…basta un diuretico…
Durante una esercitazione in mare una signora perde un borsone da viaggio contenente tutti i gioielli assicurati per due miliardi e mezzo! Ma sarà così?…
Una bambina che sparisce e una mamma disperata che la cerca. Ma nessuno ha mai visto la bambina! A chiarire il mistero un minuscolo registratore e due cassette…
Questa volta è una signora inconsolabile che sparisce e continue telefonate del marito al quale non si sa cosa rispondere. Dove è finita la signora?…
Raccontini lievi, leggeri, vivaci, affilati in punta di penna dove non manca il sorriso. Con una domanda che riecheggia alla fine di ogni racconto “Quella crociera era vera o virtuale?”
Bella introduzione di Santo Piazzese e altrettanto bella intervista del 2002 a Camilleri di Giovanni Capecchi.
Buona lettura.







