“Madonnina santa e benedetta!” esclamava la mi’ pora mamma quando c’era da mette’ a posto la roba che le buttavo all’aria. Che confusione! E che confusione c’è, ragazzi, in questo giallo che ci viene scaricato addosso a quintalate, a tonnellate, a milionate di quintalate, a milionate di tonnellate! Dove ti rigiri c’è un giallo, o nuarre o trillere che fa lo stesso. Tutta roba di sangue è. A furia di legge’ di botte in testa, ‘ortellate, pugnalate, spari in bocca e via discorrendo a rincasa’ tardi la sera ho una paura matta da fammi piscia’ addosso. Naturalmente la trattengo ma arrivato in casa la corsa a’ i’ gabinetto è assicurata. Tre secondi da porta a porta e non ci trovo Vespa a farmi compagnia.

E poi questi poveri bambini, via! Violentati, stuprati, picchiati da tutte le parti con le loro manine scheletriche che escono fuori dal terreno. E se vivono rimangono feriti per sempre o diventano a loro volta stupratori e assassini. Ora c’è questa fissazione e un c’è verso di falla leva’ dalla mente di certi autori. Il mercato vuole questo (ma lo vuole davvero?) e allora ecco gli innocenti allo sbaraglio. Peggio della strage degli innocenti, appunto. D’accordo c’è differenza fra libro e libro, fra approccio e approccio, fra stile e stile che mica so’ proprio rimbecillito (anche se…) ma insomma il senso della misura…

Nessuno che faccia qualcosa per frenare questo diluvio pernicioso di acqua gialliccia. Anzi, si tenta in tutti i modi di fanne piove’ ancora di più. Come? Con i premi e i concorsi. Madonnina santa e benedetta un’artra vorta! Ora ci si mettono anche i premi e i concorsi che spuntano come funghi da tutte le parti. Tra po’ino ti premiano anche lungo la strada. O mamma! direbbe Panariello nelle vesti della sora…della sora…insomma di quella lì,  ma che un ciavete gnente da fa’ che riempi’ i’ capo di strullate a questi ragazzi. O un vi basta quello che c’è in giro, da mettisi le mani ne’ ‘apelli…

E in verità non c’è da dargli torto che appena svolti l’angolo ci trovi un morto ammazzato per terra. E allora premi e concorsi a ritrecine, “Ti spacco-ti sbuzzo e t’ammazzo 2009”, “Fifamattamamattasodofestival”, “Sangue a fiotti”, “O me la dai o te le do”, “Il nero che più nero non si può” e via e via e via in una corsa a perdifiato verso l’urlo, la paura e la Morte. Fra la reartà e la fantasia  e un si sa più dove batte’ i’ capo.

Meno male che c’è i’ Berlusca a raccontacci le barzellette!

 

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