Scrivere con l’aiuto dell’IA può portare a risultati molto interessanti. È il caso di Carlo Mazzucchelli, autore di fortunati saggi all’interno della collana TechnoVisions, che ha realizzato tre pastiche sherlockiani che meritano di essere letti.

Li trovate a questi tre link poco più sotto, nella nostra area racconti. Vi invito a leggerli così come a visitare l’interessante progetto https://www.stultiferanavis.it che si definisce una iniziativa culturale transdisciplinare, aperta alla partecipazione di chi è disposto ad intraprendere un viaggio avventuroso, in mare aperto, in acque tempestose.

Ecco i tre racconti:

1. Il Caso della Macchina Pensante: Un racconto inedito di Sherlock Holmes

2. Il Caso del Baule Censurato

3. La Stultiferanavis ottocentesca di Sherlock Holmes: un Racconto Inedito

Sul tema di chi è realmente l’autore di un testo, oltre a leggere i sopracitati racconti, vi invito a leggere il pensiero di Carlo Mazzucchelli e del suo socio Francesco Varanini (scrittore, consulente e formatore) che scrivono quanto segue:

L'AUTORE È CHI FIRMA COME AUTORE

L'autore nello scrivere un romanzo, una poesia, usa i mezzi che vuole.

Così come un artista visivo sceglie se usare la pittura tramite un pennello o una spatola;

sceglie di incidere una lastra o usare una macchina per scattare foto o di incollare qualcosa su un supporto; o sceglie di plasmare qualsiasi materiale in scultura, o sceglie di usare qualcosa 'già pronto': una scopa o un orinatoio.. 

Allo stesso modo l'autore di un romanzo, una poesia, un racconto, sceglie di scrivere a mano, con una macchina da scrivere, tramite programma di computer, dettando ad un assistente umano a un registratore…

Cosa cambia se usa una macchina a cui viene dato il nome di 'intelligenza artificiale'? 

Proprio nulla. 

È sempre l'autore che 'scrive'. In un modo o in un altro. 

È lui che sceglie, crea, decide il processo. E firma l'opera con un nome d'autore. 

Perché allora tanto parlare oggi di macchine che si vorrebbero artiste e scrittrici in proprio? Perché questo continuo straparlare di radicale novità nella creazione artistica e letteraria?

Meglio porre la domanda in un altro modo: Chi è che sostiene che con l'avvento dell'AI l'autore umano è sconfitto dalla macchina, 

si trasforma lo spazio modale della letteratura sfidando le nozioni tradizionali di autorialità, creatività e produzione letteraria? 

A sostenere queste baggianate sono 'esperti di AI', teorici dell''agentivitá'… Filosofi e massmediologi e computer scientist. Che non sanno nulla del processo creativo del poeta, del romanziere, del poeta, dell'artista in genere.

Fuorviati dalle elucubrazioni di questi 'esperti di un certo tipo di macchina finiamo per credere che sia opera di questa macchina ciò che invece è opera nostra.

L'autore è chi firma l'opera.

L'artista che è veramente artista crea con qualsiasi mezzo vecchio o nuovo.

L'intelligenza artificiale è un mezzo nelle mani dell'artista come lo è la penna o il pennello.

Leggete i tre racconti, non ve ne pentirete.