Il talismano dei Dangerfield di J.J. Connington, Mondadori 2026.

Siamo nel castello dei Dangerfield dove un bel gruppo di ospiti, amici e conoscenti, sta passando allegramente l’estate giocando a bridge e facendo lunghe camminate sul lago. Tra i vari personaggi c’è anche il collezionista americano Wraxall venuto apposta per comprare il famoso talismano dei Dangerfiels, un bracciale d’oro tempestato di pietre preziosissime del valore di cinquantamila sterline. Tuttavia il proprietario Rollo non vuole venderlo e lo lascia tranquillamente sotto una campana di vetro senza nessun allarme e assicurazione convinto che possa difendersi da solo! Come è già successo due volte nel corso di cinquant’anni quando, dopo un furto, è stato ritrovato dalla polizia e nelle mani di un ladro morto per un infarto. Incredibile…

Solo che una mattina, dopo un terribile temporale, il talismano scompare. Il ladro deve essere stato, per forza, uno degli ospiti! E da qui parte una vera e propria girandola di sospetti, accuse e contraccuse, equivoci e depistamenti. Chi decide di investigare sul serio (Rollo non ha chiamato la polizia sicuro che il caso, come al solito, si risolva) è il giovane ingegnere Conrad Westenhanger e così si scopre un particolare del ladro. Un bel passo avanti…

Inoltre Conrad è colpito dall’atteggiamento di Rollo che dà sempre segni di agitazione ogni volta che si allude al segreto dei Dangerfield.Come è stato raccontato nella stanza degli scacchi ci fu una lite furibonda tra il nonno e l’avversario durante una partita. Poi in giardino si sfidarono armati di pistola e il nonno fu ucciso. Ha comunque lasciato sulla scrivania una carta con iscrizione latina, una indicazione particolare con numero e lettere, uno schizzo di una scacchiera con pezzi disposti come un problema e infine un disco di cuoio.

Per Conrad deve esserci sotto qualcosa di importante da decifrare collegando i vari elementi. Questo segreto per lui diventa un’idea fissa giorno e notte fino a quando vede davanti a sé “il mosaico completo”. Ha realizzato la soluzione del rebus e allora via al castello per trovare un gioco di scacchi sistemando i pezzi secondo l’indicazione del documento. Bastano quattro mosse. Ecco, ci siamo…

All’interno abbiamo il racconto “Hotel Meina” di Paolo Botti, vincitore del premio “I Sapori del Giallo 2025.”Ecco un’anticipazione dall’autore:“Nel cassetto delle idee conservavo da tempo uno spunto interessante. Era un indizio tanto evidente da passare inosservato e da portare il lettore, alla fine, a riconoscere di averlo avuto sotto il naso fin dall’inizio. Mi mancava però una storia da costruirgli intorno. L’ho trovata tra i bombardamenti di Milano dell’agosto 1943 e la prima strage documentata di ebrei in Italia, compiuta dai nazisti a Meina dopo l’armistizio dell’8 settembre. Dall’incontro tra finzione e realtà è nato Hotel Meina.” Una bella storia che fa riflettere e commuove.

Buona lettura.