E’ in libreria dallo scorso mese un nuovo romanzo di una scrittrice che ha conquistato moltissimi lettori anche nel nostro paese. Si tratta della scrittrice norvegese Anne Holt e il romanzo è La dea cieca (Blind gudinne, 1993).

Con questo romanzo questa scrittrice dalla personalità veramente poliedrica ha iniziato la sua carriera di scrittrice nel lontano 1993 e subito ha conquistato un posto di primo piano fra gli autori di crime novel prima nel suo paese e in poco tempo in tutta Europa.

Questo è il primo romanzo della serie dedicata  all'ispettrice Hanne Wilhelmsen una bella donna, un poco cinica ma molto ostinata e dotata del secco umorismo e della durezza dei più grandi modelli del genere.

Il romanzo ha anche vinto il Premio Riverton per il miglior giallo norvegese dell'anno.

La serie sino ad oggi è composta dai seguenti titoli:

Blind gudinne (1993)                    -  La dea cieca

Salige er de som tørster (1994)   -  Sete di giustizia (Hobby & work)

Demonens død (1995)

Løvens gap (1997)

Død joker (2000)

Uten ekko (2001) 

Sannheten bortenfor (2003)

1222 (2008)

Due omicidi, quello di un piccolo spacciatore di strada e quello di un avvocato, arrivano sul tavolo dell'investigatrice Hanne Wilhelmsen. Sembrano due casi separati, due mondi lontani. Che rivelano invece un'unica trama di crimini pericolosamente vicina alla vita della detective.

Dopo il successo delle indagini di Vik e Stubø, ecco il primo romanzo della nuova serie creata dalla giallista norvegese

L’autrice:

La scrittrice Anne Holt è nata nel 1958 a Larvik. È cresciuta a Lillestrøm e

Anne Holt
Anne Holt
Tromsø per poi trasferirsi ad Oslo nel 1978 dove vive con la compagna Anne Christine e la figlia Iohanne.

Si è laureata in legge all'università di Bergen nel 1986. È una donna con una straordinaria e vasta esperienza lavorativa e umana alle spalle, una conoscenza diretta dei meccanismi investigativi e legali - è stata Procuratore e perfino Ministro della Giustizia. Ha lavorato anche come collaboratrice per diversi media e curato una rubrica di calcio, sua grande passione, per «VG», uno dei maggiori quotidiani norvegesi. È stata anche co-autrice di un libro sul campionato del mondo di calcio del 1998.

Le sue due serie, quella dedicata appunto ad Hanne Wilhelmsen, che si muove in una Oslo poco nota al lettore italiano, e la seconda,  con la coppia Vik e Stubø hanno avuto un grande successo sia in patria che in molti altri paesi.

Un brano:

«L'ufficio apparteneva a Hanne Wilhelmsen. Era una donna straordinariamente bella, da poco promossa al grado di detective. Era uscita dall'accademia di polizia col massimo dei voti, prima del suo corso, e aveva passato dieci anni alla centrale di Oslo. Hanne Wilhelmsen era un'ottima pubblicità per l'intero dipartimento. Tutti parlavano bene di lei, un evento straordinario in un posto dove il dieci per cento dell'orario di lavoro era riservato a parlare male dei colleghi. Era rispettata e ammirata, e se lo meritava. Ma allo stesso tempo, nessuno in quel grande edificio grigio poteva dire di conoscerla davvero».

La quarta:

Un piccolo spacciatore ucciso per le strade di Oslo. Un ragazzo olandese fermato in stato confusionale e coperto di sangue: il sospetto ideale sul quale concentrare le indagini. La donna che l'ha trovato, Karen Borg, è un avvocato civilista, ma il ragazzo dichiara di voler parlare solo con lei e di volerla come difensore. Ma c'è un secondo omicidio, quello di un avvocato di dubbia moralità, e sembra non avere alcun legame con il primo. Sembra soltanto, però. Spetta all'ispettrice Hanne Wilhelmsen andare a fondo su entrambi i delitti, fino a intuire collegamenti impensati. Può essere davvero possibile che droga, avvocati, corruzione e perfino servizi segreti siano legati da un'unica rete?

Anne Holt, La dea cieca (Blind gudinne, 1993)

Traduzione Giorgio Puleo, Einaudi, collana Stile Libero Big, pagg. 379, euro 18,50

ISBN 978-88-06-19897-8