Dopo una serie di libri dal titolo terminante in “ore” (vanno di moda) eccone un altro a rinforzarne il numero. Trattasi de Il Guaritore di Antti Tuomainen, Einaudi Stile Libero Big 2012.

Cambiamento climatico in tutto il mondo. Estati sempre più secche, inverni piovosi e venti sempre più forti. Siamo in una Helsinki sotto pioggia battente, continue inondazioni ed incendi che nascono all’improvviso. Una società colpita e impaurita dove cova la miseria, il razzismo e la violenza. Spari e risse per le strade, skinhead ubriachi, accattoni, chiesa come riparo ai senza tetto, società di vigilanza che derubano le persone e le imprese invece di proteggerle. Un giornalismo becero e spregiudicato che si butta sul sesso, sul porno, sugli scandali.

In questo contesto violento e degradato sparisce all’improvviso la giornalista impegnata Johanna sulle tracce del “Guaritore”, un “vendicatore al servizio della gente comune”, “l’ultima voce della verità in un mondo avviato verso la distruzione, il guaritore di un pianeta malato”. Praticamente un pazzoide che avrebbe ucciso tutti coloro che riteneva responsabili dei cambiamenti climatici. E già ha messo in pratica il suo terribile proposito con il massacro di un’intera famiglia.

Alla disperata ricerca della moglie il marito Tapani, poeta, coadiuvato dall’ispettore Harri Jaatinen, alto, ossuto, “capelli grigio scuro sopra le orecchie, baffi e occhi grigio-azzurri”, “voce secca, aspra e inflessibile”, stretta di mano “professionale e schietta”. Ispettore e uomo che si lascia andare a confidenze sulla sua vita.

La ricerca è dura, difficile, non priva di pericoli (deve pure subire un pestaggio da parte di certi razzisti) e aiutata dal tassista nordafricano Hamid che vede, comunque, nella Finlandia una luce di speranza. Altri personaggi la coppia di amici Ahti ed Elina Kallio ora senza lavoro e con l’intenzione di trasferirsi, il caporedattore del giornale Lassi Utela convinto assertore di un giornalismo sporco e smidollato, il fotografo Gromow che accompagna Johanna nelle sue ricerche, l’ex fiamma giovanile Laura, ora docente di letteratura, lo studente di medicina Pasi Tarkiainen che risulta morto cinque anni fa ma che lascia impronte sul luogo del delitto. Un bel dilemma.

La narrazione si svolge lungo due direttrici: quello della ricerca con i ricordi della moglie che riaffiorano di continuo, una foto scattata al Ponte Vecchio di Firenze, il suo bel volto, gli occhi azzurro-verdi, la bocca larga, i capelli ricci, il suo ultimo colloquio, il primo incontro, le strane domande “Ce ne andremo mai?”, “E se a uno di noi succede qualcosa?”, il regalo di Natale e le lacrime che scendono, il sogno, il desiderio di averla tra le braccia. E quello dell’idealismo pazzesco (pure sfruttato) per una società diversa dalla attuale, basata sullo sfinimento del pianeta e degradata anche dal punto di vista spirituale.

E’ l’amore, il desiderio di amore realizzato, sconfitto o perduto (Johanna ne è al centro), il ricordo dell’amore passato la parte più sincera, vera e genuina. L’altra parte ideologica costruita e anche un po’ banale. Ma è sempre difficile rendere efficace dal punto di vista creativo le varie denunce che ogni tanto affiorano nel romanzo poliziesco inteso in senso lato.

Un libro che mi è parso eccessivo inserire tra i Big di Stile Libero Einaudi.

Sito dell’autore www.libridiscacchi.135.it

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