La fioraia di Deauville e altri racconti di Georges Simenon, La Stampa 2025.
Ancora una rilettura del grande Simenon dall’ormai passato 2018. E’ più forte di me. Andiamo al sodo questa volta senza entrare nei dettagli dei quattro racconti ma sottolineando certi particolari che sono emersi.
Già i quattro personaggi dell’Agenzia O che si occupano di casi insoliti destano simpatia e sorriso. Abbiamo Émile, capo carismatico dai capelli rossi e fumatore accanito; Torrence ex ispettore di Maigret ottimamente in carne; Berthe la segretaria cicciottella, carina e affabile; Barbet ex borseggiatore che si occupa di lavori non proprio corretti.
Quattro racconti al bacio tra alberghi lussuosi, mangiate e bevute a crepapelle di specialità culinarie, momenti di relax, scontri divertenti fra Torrence e Émile, mogliettine allegre da controllare, turismo lussuoso, oggetti preziosi che scompaiono insieme a qualche pizzicotto verso le abitudini degli americani e dei meridionali. Non esistono giornate calme e placide. Giornate noiose. Quando meno te lo aspetti ecco che arriva qualcuno a riaccendere l’entusiasmo del magnifico quartetto. Magari un uomo che irrompe nell’ufficio, muove le labbra, vacilla, stringe le mani al petto colpito a morte da un proiettile balbettando “Il ne…Il negro…”. Tanto per portare un esempio.
Scrittura veloce, ironica, poche parole a creare personaggi pittoreschi e caricature con i loro tic e le loro manie. Insomma una gradevole atmosfera che svolazza felice dentro una struttura poliziesca ben confezionata. Magia della semplicità.
Buona lettura o rilettura.





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