Torna in libreria, grazie all'editore Giunti, l’oscuro universo di Robert Bloch, uno dei più significativi esponenti dell'horror psicologico del Novecento. Quattro volumi pubblicati nell'ambito della collana "M", che evocano i più profondi recessi della follia umana e rappresentano solo una parte della produzione di un autore assai prolifico.
Si comincia con l'intramontabile Psycho, il romanzo del 1959 in parte ispirato ai reali e inquietanti crimini del serial killer Ed Gein, per proseguire con i suoi due sequel letterari, Psycho 2 (1982) e Psycho House (1990). A chiudere il cerchio, Midnight Pleasures (1987), suggestiva antologia di racconti, tra i più rappresentativi della maturità dell'Autore e raramente antologizzati: storie che spaziano con estrema disinvoltura dall'horror psicologico al crime grottesco, passando per la fantascienza distopica, caratterizzate da una scrittura affilata e da un umorismo macabro e tagliente, quasi sempre culminanti in un colpo di scena finale, tipico della tradizione del classico racconto del brivido.
Da Lovecraft a Norman Bates
Robert Bloch (Chicago, 5 aprile 1917 – Los Angeles, 23 settembre 1994), avvia fin da adolescente un intenso rapporto epistolare con H.P. Lovecraft, che lo incoraggia a dedicarsi alla scrittura. I suoi racconti giovanili, pubblicati su riviste come Marvel Tales, Unusual Stories e in seguito sulla celebre Weird Tales, risentono inevitabilmente dell'approccio alla narrativa horror del maestro di Providence.
In uno di questi, L'orrore dalle stelle (1935), appare un personaggio ispirato proprio a Lovecraft. Di tale racconto, lo stesso Lovecraft realizzerà un seguito, L'abitatore del buio, il cui protagonista, Robert Blake, è a sua volta ispirato a Bloch. Nel secondo dopoguerra, quest'ultimo trova la sua più autentica cifra stilistica, l'attitudine a uno spietato scandaglio della psicopatologia quotidiana.
Abbandonando dunque i mostri e mondi lovecraftiani, lo scrittore comprende che il vero orrore alberga nell'uomo comune, dall'esistenza apparentemente dimessa e banale e, da questa intuizione, prende vita, tra gli altri, quel Norman Bates, protagonista di Psycho, destinato, anche grazie al cinema, a radicarsi prepotentemente nell'immaginario collettivo del secondo Novecento e oltre.
L'ombra di Hitchcock
La fortuna di Bloch risulta infatti indissolubilmente legata alla settima arte che pure, valorizzando l'universo narrativo partorito dalla sua immaginazione, ha non di rado lasciato in ombra la sua figura.
Nel 1960 Alfred Hitchcock acquista, in forma anonima e per una cifra piuttosto modica, i diritti di Psycho, traendone un film destinato a rivoluzionare i registri espressivi del thriller e dell'horror sul grande schermo. La pellicola ottiene, com'è noto, un notevole successo di pubblico e di critica e i produttori maturano il prevedibile proposito di realizzarne dei sequel.
I film che seguono, curiosamente, si sviluppano in modo autonomo rispetto alla produzione letteraria di Bloch, che pure ha sua volta dato seguito alle vicende del protagonista di Psycho. A differenza della pellicola omonima, distribuita nel 1983, il suo romanzo Psycho 2, pubblicato l'anno precedente, propone una sferzante, feroce satira dei film splatter e della stessa Hollywood.
L'iniziativa di Giunti consente finalmente al pubblico italiano di riscoprire la "vera" trilogia di Norman Bates pensata dal suo creatore.
Autore: Robert Bloch
"Psycho" (1959), tr. Martina Rinaldi
Isbn: 9791223275184;
"Psycho 2" (1982), tr. Roberto Serrai
Isbn: 9791223275191;
"Psycho House" (1990), tr. Roberto Serrai
Isbn: 9791223275207;
"Midnight Pleasures" (1987), tr. Mariagrazia Guerra
Isbn: 9791223275214
Collana: "M" – Editore: Giunti.











