La TEA pubblica il romanzo Commissario domani ucciderò Labruna scritto da Gianni Simoni un ex magistrato che ha messo a frutto la sua grande esperienza in campo giudiziario per scrivere un interessante romanzo giallo, brillante e divertente.

Questo è il secondo romanzo che ha come protagonista il commissario Miceli, un vecchio galantuomo al quale non restano molti anni di carriera. È apparentemente burbero, forse per celare la sua innata generosità e, magari, per difendersene. Agisce rispettando le regole e, spesso, è dubbioso quanto basta (e quanto occorre). Guarda con una punta di sospetto, o di fastidio, le nuove tecniche investigative basate su una tecnologia a cui fatica ad abituarsi e preferisce affidarsi alla ragione e al suo ”mestiere“, al pari dell'amico Carlo Petri, ex giudice istruttore che lo aiuta nelle indagini

Anche nel primo romanzo, dal titolo Un mattino d’ottobre, l’azione si svolgeva a Brescia anche se la città non veniva mai nominata, mentre ora c’è il chiaro riferimento a questa città do agirà un serial killer molto particolare, che ha un piano molto lucido per raggiungere un determinato obiettivo e le sue vittime hanno una particolarità, ogni cognome si riferisce a un determinato colore.

Un brano:

«Non fece caso all'impermeabile scuro e al cappello calcato in testa che salì dopo di lui.

Non lo notò neppure quando scese nel piazzale e restò in attesa del bus, come lui.

Non badò alla borsa che portava in mano, né agli occhiali da sole che gli coprivano la parte superiore del volto, incongrui a quell'ora, soprattutto in una mattinata nuvolosa...

Non vide la grossa pistola nera, avvolta in uno straccio.

Non sentì il rumore soffocato dei due colpi che gli frantumarono lo sterno, lacerandogli cuore, polmoni e spina dorsale.

Non provò neppure alcun dolore. Solo un buio improvviso.

Era già morto quando piombò sul marciapiede.»

L’autore:

Gianni Simoni, ex magistrato, ha condotto quale giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo. Presso la Procura generale milanese ha sostenuto l'accusa nel processo d'appello per l'omicidio Ambrosoli e ha condotto l'inchiesta giudiziaria sulla morte di Michele Sindona nel carcere di Voghera.

Presso Garzanti ha pubblicato Il caffè di Sindona, in collaborazione con Giuliano Turone. Commissario domani ucciderò Labruna è la seconda indagine del commissario Miceli e dell'ex giudice Petri, già protagonisti di Un mattino d'ottobre (Foschi Editore).

La quarta:

Il commissario Miceli, prossimo alla pensione, non aveva più voglia di seccature. Così, quando una lettera anonima, «Commissario domani ucciderò Labruna», arrivò sulla sua scrivania, la tentazione di prenderla come uno scherzo fu forte. Ma si sbagliava, il commissario Miceli. Adesso c'è anche un cadavere a gridarglielo in faccia. E non è che l'inizio di una serie apparentemente inarrestabile di delitti. Sì, perché dopo Labruna tocca a Lobianco, e poi a Larossa... Un serial killer scuote la città di Brescia. Miceli, affiancato dall'amico Petri, ex giudice in pensione, e da un'eccellente squadra d'investigatori, è chiamato a risolvere il caso. Ma il loro peggior nemico è il tempo, che sembra voler giocare a favore del misterioso avversario.

Gianni Simoni dà vita a una coppia di personaggi a cui ci si affeziona subito: il burbero e rigoroso commissario Miceli, stanco di una vita trascorsa nel marcio, eppure sempre pronto ad andare in prima linea pur di difendere i suoi uomini; e il generoso giudice Petri, amante del buon vino, del tabacco e della moglie Anna. Sodalizio professionale, profonda amicizia e una città sfuggente, Brescia, legano questi due uomini non più giovani, ma animati da un'inguaribile passione: il senso della giustizia.

Commissario domani ucciderò Labruna di Gianni Simoni (2010)

TEA, collana Narrativa TEA, pagg. 368, euro 10,00

ISBN 978-88-502-2035-9

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