Il do tragico di Augusto De Angelis, Mondadori 2026.

Busta azzurra con foglio immacolato è il terrore di Pablo Coblenz, direttore del Grande Credito Internazionale e di altre cinque persone nelle vesti del pittore Claudio Dumesnil, dell’industriale Marcello Cantini, del maestro Virgilio Della Porta, del tenore José Coromillas e di “colui che si fece saltare le cervella”!

Quella sera stessa, ovvero il 22 dicembre in cui i suddetti hanno ricevuto la strana minaccia colorata, la soprano Sofia Milena Scimanova sta facendo la sua prima esibizione alla radio insieme con un giovane suonatore di pianoforte. Ma al primo Do maggiore crolla improvvisamente a terra muta e immobile, seppure ancora viva.

La trasmissione viene interrotta mentre arrivano tutti quanti i destinatari delle particolari lettere che si dichiarano amici della cantante. Qui incontrano lo psichiatra Letchley Appleby dal quale appurano la cantante essere stata sottoposta da lui ad una cura ipnotica che l’avrebbe fatta dormire proprio in quel momento. A questo punto la luce si spenge all’improvviso ma quando ritorna questa volta la cantante è morta! Che rapporto ci può essere fra le buste azzurre e il do tragico?…

Ad indagare è chiamato il commissario Carlo De Vincenzi che si troverà di fronte ad una situazione veramente complessa anche perché in città è arrivato Kid Tiger, alias Romney Bypass, un ex socio di Al Capone che si è stabilito nello stesso hotel della fu Sofia Milena Scimanova. Che cosa è venuto a fare?…

Il nostro commissario, amante dell’imprevisto e fortemente interessato al mistero dell’anima umana, posto di fronte a un delitto studia con accanimento, passione e sofferenza la psicologia delle persone coinvolte. In questo caso davvero molte delineate con perizia magistrale da Augusto De Angelis nei vari, diversi, molteplici aspetti, spesso sfuggenti dentro una Milano densa di nebbia. Una storia che è anche, come è già stato sottolineato, un viaggio psicologico nel dolore, nella colpa e nella solitudine. Un classico da non perdere.

All’interno abbiamo il racconto Vite qualunque di Beatrice Fiaschi vincitore del premio Termini Book Festival 2025. Ecco cosa ci fa sapere l’autrice: “Vite qualunque danza sulla sottile linea che separa – o unisce – vittime e carnefici. Chi subisce violenza, infatti, può diventare così invisibile da scegliere nell’ombra e nel silenzio di abbracciare a sua volta il male, per smettere di essere preda. Un’indagine dal respiro del giallo classico, guidata dall’ispettore Alberto Poli, caratterizzato hard-bolied in una Roma a tinte noir. Accanto a lui, l’ispettrice Eva Miccio sovverte il mito della bionda femme fatale.” Un bel racconto.

Buona lettura.