Sherlock Holmes – Nuovi omicidi sotto la lente di Roberto Rodolfo De Lorenzi, Antonella Mecenero, Marco Paracchini, Giacomo Mezzabarba e Daniele Pisani, Mondadori 2026.

Cercherò di essere sintetico. 

Primo racconto La morte di lady Sarah Barnes di Roberto Rodolfo De Lorenzi.

Fredda mattina di fine febbraio. Arrivo di un telegramma per il dottor Watson da parte di un amico conosciuto ai tempi dell’Afghanistan. E’ stata assassinata la moglie di lord Bailey a Esher che rischia l’accusa. Chiede perciò il suo aiuto e quello del celebre investigatore Sherlock Holmes. Ci sono diversi elementi che sembrano indicare l’assassino proprio nel lord: il suo mazzo da croquet con il quale è stata colpita la donna, una sua camicia sporca di sangue e il fatto che non andava d’accordo con la moglie spesso tradita. Sembra proprio così ma Sherlock, nello svolgimento dell’indagine, ha in serbo una bella sorpresa attraverso certe conchiglie di color rosa che provengono da un feticcio di un potente nkisi del Congo capaci di scoprire i criminali. Leggere per credere…

Sherlock Holmes e la vittima del dottore di Antonella Mecenero.

Il dottor Watson è accusato dell’omicidio del maggiore Arthur Hertz che era stato con lui in Afghanistan dove trattava i suoi sottoposti in modo crudele, tanto che un giovane di diciotto anni si era tolta la vita per le sue angherie. Ma Watson non ricorda nulla dopo essere uscito da un locale e risvegliatosi nella carrozza che lo ha portato al 2221B di Baker Street. Fortunatamente c’è Holmes che indaga scoprendo la simulazione di una morte. Occhio che Arthur Hertz è ancora in giro…

Sherlock Holmes e le sculture della morte di Marco Paracchini.

Arriva l’ispettore Lestrade a chiedere aiuto. E’ stato ucciso nella biblioteca della sua casa lord Henry Barrow strangolato con un cappio al collo e accanto una strana scultura distorta raffigurante una bilancia in bronzo. Che cosa può significare? Forse un messaggio…

Ma arriveranno altri due omicidi con altri due possibili messaggi! Ovvero una clessidraanch’essa distorta con una chiave incisa e un corvo con le ali semifuse sempre in bronzo. I tre uccisi appartengono all’alta società e legati al Circolo delle arti. Occorre al più presto decifrare quei messaggi…

Il mistero di Old Manor di Giacomo Mezzabarba.

Mattina d’aprile 1895. Arriva una lettera a Watson da Andrew Staunton, un vecchio compagno d’armi che chiede il suo aiuto e quello di Holmes perché sta correndo un gravissimo pericolo insieme alla sua famiglia nel vecchio maniero di Old Manor. I due partono subito ma al loro arrivo, tra l’altro in un luogo davvero sinistro, apprendono che Andrew è già morto per un attacco di cuore. Però alla sommità della testa viene rilevata una piccola protuberanza con una chiazza di sangue rappreso e in fondo alla gola un minuscolo frammento di piuma bianca. Qualcosa non quadra…

Sherlock Holmes e l’assassino di Whitechapel di Daniele Pisani.

Siamo alla fine del 1888 quando a Londra imperversa Jack lo Squartatore e gli ispettori Lestrade e Abberline vengono a chiedere l’aiuto di Sherlock. Secondo loro il crudele assassino di prostitute che squarta orribilmente le vittime è mancino ma già all’inizio Sherlock non è d’accordo. Per cercare prove più concrete bisogna andare sulla scena del crimine a Whitechapel, luogo degradato pullulante di prostitute, con Watson e l’agente in borghese Henry Cooper. La prima scoperta è che l’assassino cerca di depistare le indagini portando via qualcosa alle uccise. Inoltre, date le orrende mutilazioni, potrebbe essere un chirurgo o un macellaio. E non è finita qui perché arriva un’altra barbarie su una prostituta conosciuta in passato dallo stesso Sherlock…

Gli omicidi sono poi avvenuti tutti vicino a luoghi ebraici come a far ricadere la colpa su di loro. Dalla lettura di certe lettere probabilmente scritte da Jack lo Squartatore e dall’aiuto dei suoi Irregolari Sherlock incomincia a capire. Ora basta un suo travestimento per lo scontro finale…

Come bene evidenziato nella Introduzione di Luigi Pachì saremo di fronte ad una vasta miscela di sentimenti fra amore, odio, intrighi del passato, rancori mai sopiti, disprezzo verso un sistema corrotto, tradimenti, antiche gelosie, oscurità dell’animo, il degrado sociale e morale dell’East End londinese insieme alle varie qualità deduttive e umane del nostro Detective e la lealtà reciproca con Watson.Cinque racconti che rimangono impressi dentro di noi.

Chiude il libro Sherlock Holmes e gli omicidi: una sinfonia di mistero e deduzione sempre di Luigi Pachì dove il genio di Doyle sta “nell’aver creato non solo brillanti enigmi, ma veri e propri studi sulla natura umana.” Insomma “uno specchio in cui ancora oggi possiamo riconoscere le nostre paure, le nostre passioni e le nostre debolezze.” 

Buona lettura.