Il gatto che vedeva rosso di Lilian Jackson Braun, Mondadori 2026.
Dell’autrice avevo già letto con soddisfazione Il gatto che accendeva il registratore, Il gatto che conosceva gli astri e Il gatto che scoprì il colpevole, e dunque mi sono buttato tranquillamente anche su questo.
Jim Qwilleram, cronista del Daily Fluxion, quarantasei anni, un metro e ottantacinque di altezza, grandi baffi neri spruzzati di grigio vive a Junktown con i suoi due gatti, l’astuto Koko e la dolce Yum Yum. Su consiglio del dottore, anzi del veterinario dei gatti, deve perdere diversi chili di troppo. Ma, proprio in questo momento fatidico della dieta, il suo direttore gli assegna la nuova rubrica di gastronomia. Deve pranzare nei locali più rinomati con la possibilità di portarsi dietro un ospite.
La prima tappa a Maus Haus di Robert Maus avvocato e cuoco sopraffino dove, tra gli altri inquilini, ritrova Joy Wheatelay, una sua ex fidanzata sparita vent’anni prima senza una spiegazione e ora sposata al ceramista Dan Graham con il quale lavora!…
Colpito da questa inaspettata situazione decide di trasferirsi con i suoi gatti proprio lì prendendo in affitto un appartamento. Fino a quando una notte, dopo avere parlato con Joy stessa e saputo del suo difficile matrimonio, sente un grido, un urlo, poi il rombo di un motore. Alle tre e venticinque. E Joy è sparita…
Per il marito non ci sono problemi, ritornerà. E’ successo altre volte. Ma i baffoni di Quilleram inizieranno di lì a poco a tremare, segno che qualcosa non quadra in quella dimora dove in passato è avvenuto un suicidio avvolto dal mistero. A complicare il tutto arriva anche la sparizione improvvisa di un altro personaggio con l’hobby di indagare. Forse aveva scoperto qualcosa…
La faccenda si complica ma Quilleram non si perde d’animo e riesce ad accumulare indizi parlando con i vari inquilini tra i quali Robert Maus e lo stesso Dan Graham. E poi c’è il gatto, il famoso Koko che lascia anche dei messaggi con la macchina da scrivere e ha già risolto tre casi di omicidio. Basta affidarsi a lui…
Un viaggio tra i ristoranti più esclusivi come il Press Club, il Toledo Tombs, il Golden Lamb Chop, il Petrified Bagel e le varie prelibatezze della cucina insieme agli spunti comici dei gatti. Insomma la storia gialla c’è, naturalmente, ma avvolta da una prosa leggera venata di un allegro umorismo.
All’interno il racconto Due semi di sale di Claudia Proietti vincitrice del premio NeRoma 2025. La parola all’autrice “Con questo racconto ho voluto porre attenzione, con rispetto e discrezione, su una malattia invisibile e sottovalutata come l’endometriosi. Il mio intento era mostrare il modo in cui dolore e incomprensione logorino l’anima, facendoci però comprendere meglio le ferite altrui. E’ il caso di Gioia, la protagonista di questa storia, una ragazza ruvida e fragile. “Due semi di sale” è un noir dedicato a chi convive con la rabbia e ha bisogno trovare ascolto, non giudizio. Vi aspetto tra le pagine!”
Cara Claudia ho accettato l’invito e letto con piacere una storia che rimane dentro. Dolore e morte. Morte e dolore. Con Gioia che si staglia al centro.
Buona lettura.





