Ve l’avevo detto nella presentazione di Dodici casi per i vedovi neri di Isaac Asimov. Che cosa? Che avrei acquistato anche l’altro libro del famoso e poliedrico autore. Ed ecco sul

la mia scrivania I racconti dei vedovi neri pubblicato sempre dal la minimum fax 2007. Questa volta con una copertina celeste chiaro ed il solito ragnetto in cima. Una chicca.

La presentazione in seconda di copertina “ I Vedovi Neri sono un gruppetto di rispettab

ili signori che una volta al mese si riuniscono a cena, senza le mogli, per risolvere un piccolo o grande mistero. Che cosa è stato rubato a un collezionista sicuro di aver subito un furto, ma incapace di individuare l’oggetto mancante? Quale segreto nasconde una collezione di bustine di fiammiferi? Come fa una ragazza a “vedere” un incendio mezz’ora prima che scoppi, a migliaia di chilometri di distanza? Cosa si nasconde dietro un’edizione completa delle opere di Shakespeare?…”.

Quando non c’è un ospite può accadere di ascoltare la storia da un membro del club stesso. Come nel caso di Mario Gonzalo che racconta la tragica fine della sorella. Inoltre si possono avere discussioni all’interno di una stessa discussione: sull’onestà che non ha nessuna ut

ilità ai fini della sopravvivenza, oppure che il vero travestimento non esiste dato che “ci sono migliaia di atteggiamenti particolari che non si possono mascherare…”, sul

la data effettiva dell’Atto di Unione che istituìil Regno d’Inghilterra, ecc…

E poi altre iniziative da parte di qualche socio, come quella di Halsted che vuole riscrivere l’Iliade in limerick, cioè una breve poesia per tutti i libri in cui è divisa, e leggerla ad ogni incontro. Particolarmente interessante per il sottoscritto il racconto La curiosa omissione. Il signor Atwood ha ricevuto un  lascito di diecimila dollari da un suo amico burlone, chiusi in una cassetta di sicurezza in una banca degli Stati Uniti. Per trovarla deve riuscire a decifrare

il significato della frase “La curiosa omissione in Alice” che gli è stata detta in punto di morte. A risolvere l’enigma è il solito Henry, il cameriere della strana e divertente combricco

la dei Vedovi Neri, basandosi proprio sul doppio significato di Bishop, Alfiere e vescovo. Come avrete capito si tratta di scacchi…

Alla fine di ogni racconto vi è una nota dell’autore che spiega il momento e il motivo per cui lo ha scritto. A volte capita che lo spunto nasca dalla realtà stessa come nel caso di La ninna nanna di Broadway. “La faccenda dei colpi misteriosi in un appartamento è presa dal

la realtà. Qualcuno, nel condominio in cui abito continua a martellare per tutte le ore…Ero sempre più irritato e mi sarebbe certamente venuta un’ulcera, quando ho deciso che avrei potuto sfruttare la cosa come motivo centrale di un racconto”. Ora non gli danno più fastidio.

Un microcosmo di individui che animano con il loro comportamento ed i loro tic gli incontri e li rendono piacevolmente vivaci.

Nella introduzione “Oggi il giallo è inzuppato di alcol, imbottito di droga, marinato nel sesso e rosolato nel sadismo, mentre per me l’ideale degli investigatori resta Hercule Poirot, con le sue cellule grigie”. Da trasferire pari pari alla situazione di oggi.

Infine la solita eleganza della scrittura, morbida e leggera come seta. Cosa volere di più?

 

Sito dell’autore www.libridiscacchi.135.it