In novantasei rapidi, ma intensi capitoli del suo romanzo Guarda ancora (Look Again, 2009) la scrittrice americana Lisa Scottoline narra una vicenda scottante su di un incubo che può vivere una persona che ha adottato un bambino.

Siamo a Filadelfia e la protagonista Ellen Gleeson al suo rientro a casa, ritira la posta e tra la documentazione varia che trova rimane colpita da un volantino che dice: Hai visto questo bambino? E sul foglio c’è la foto di un bambino scomparso in Florida. Ellen rimane colpita dalla forte somiglianza di questa foto con il volto di Will un bambino che lei ha adottato.

Come madre e come giornalista lei vuole vederci chiaro, ha adottato Will in maniera regolare, ma decide di fare delle ricerche sulla famiglia Braverman a cui è stato rapito il bambino e indaga anche su chie era il rapitore. Molte domande non hanno delle immediate risposte ma emergono troppe coincidenze tra il bambino rapito e quello adottato, Ellen vorrebbe interrogare l’avvocato che si era occupato dell’adozione che potrebbe dare delle risposte. Ma l’avvocato è morto, subito dopo muore un altro personaggio che poteva sapere cose importanti in merito e allora la donna inizia a sospettare che qualcuno stia uccidendo tutti quelli che sapevano qualcosa in merito all’adozione del “suo” Will.

Questo vuol dire che lei e suo figlio sono in grave pericolo.

L’autrice:

Lisa Scottoline è nata a Filadelfia nel 1956, dove ha esercitato la professione di avvocato fino alla nascita della figlia. Da quel momento in poi si è dedicata interamente alla scrittura, riscuotendo grandi successi: nel 1995 ha vinto l'Edgar Allan Poe Award con il thriller Final Appeal e i  suoi romanzi sono sempre ai primi posti della bestseller list del «New York Times».

Vive nei pressi di Filadelfia.

La quarta:

Fìladelfia. Rientrando a casa, Ellen Gleeson trova nella cassetta della posta una cartolina con una foto segnaletica di Timothy Braverman, un anno di età, scomparso. Incuriosita, scopre che il bambino era stato rapito due anni prima in Florida, la sua tata uccisa sul posto, il rapitore fuggito con il piccolo e con il riscatto. Capita. Sono brutte storie, e il paese ne è pieno. Ma poi Ellen osserva quella foto una seconda volta, analizza meglio le linee di quel volto: in pochi secondi la vita fa un ampio giro, niente è più dove dovrebbe essere. Quel bambino ha un viso familiare, somiglia in modo inquietante al suo figlio adottivo, Will. Gli somiglia talmente che la donna inizia a fare delle ricerche su Timothy Braverman: chi erano i suoi genitori, chi il rapitore. Le coincidenze iniziano così, a poco a poco, a moltiplicarsi: la storia di Will si sovrappone sempre più a quella del bambino rapito, la storia di Ellen a quella della famiglia del piccolo. Un puzzle frammentario, ricostruito tra inciampi e false piste, sempre nel dubbio lacerante che Will non sia al posto giusto, che qualcosa, tragicamente, non torni. Lentamente, con fatica, ripercorrendo i sentieri di quella ricostruzione documentaria che abitualmente frequenta nel suo mestiere di giornalista, Ellen riuscirà a capire cosa realmente sia accaduto.

Il conflitto che abita la sua mente, tra ricerca della verità e dramma personale, è un filo rosso teso lungo una trama che Lisa Scottoline ordisce con l'incomparabile maestria di chi, da sempre, ha fatto del thriller il proprio dominio. Ma Guarda ancora è anche altro: è uno studio al microscopio di un rapporto tra madre e figlio, uno scanner sensibilissimo sui lessici familiari e sulle minime ma inesorabili tensioni che costellano le nostre vite private, firmato da una delle più celebri e amate scrittrici americane.

Lisa Scottoline, Guarda ancora (Look Again, 2009)

Traduzione Simonetta Levantini e Giuliano Bottali, Fazi Editore, pagg. 442, euro 18,50

ISBN 978-88-6411-126-1